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Germania
Accuse di Olocausto a Israele: indagato Abu Mazen
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Keystone-ats
4 anni fa
Il presidente palestinese è stato denunciato per relativizzazione dell'Olocausto e incitamento del popolo a un reato.

La polizia di Berlino sta indagando su affermazioni fatte dal presidente palestinese Abu Mazen - al secolo Mahmud Abbas - che sminuirebbero l'Olocausto perpetrato verso il popolo ebraico. La formale denuncia contro il leader palestinese è stata presentata da Mike Delberg, rappresentante della comunità ebraica a Berlino. L'indagine è gestita dal Dipartimento specializzato della Polizia criminale di Berlino. Le circostanze sono tuttavia ancora da valutare, siccome Abu Mazen godrebbe di un'immunità ai sensi del diritto internazionale in quanto rappresentante dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP), nonostante la Germania non riconosca la Palestina come Stato. 

Le parole di Abu Mazen: "Sono dichiarazioni oltraggiose"

Il presidente palestinese aveva raggelato il pubblico tedesco durante una conferenza del 16 agosto a Berlino. A seguito di una domanda sul gruppo palestinese Settembre Nero, Abu Mazen non ha risposto, ma ha accusato Israele di aver commesso "50 massacri in 50 località palestinesi", definendoli "50 Olocausti"; la conferenza si è chiusa in fretta dopo che Olaf Scholz, il cancelliere federale della Germania, aveva ascoltato senza commentare - ma nemmeno nascondendo la propria indignazione. Scholz ha ricevuto alcune critiche in merito al suo comportamento, ma ha rilasciato un commento in seguito: "Sono disgustato dalle dichiarazioni oltraggiose del presidente palestinese. Per noi tedeschi in particolare, qualsiasi relativizzazione dell'Olocausto è intollerabile e inaccettabile", ha dichiarato. Poco tempo prima aveva già commentato un'altra uscita di Abu Mazen - il quale aveva definito Israele come uno Stato con "un sistema di apartheid" - spiegando che non condivideva l'utilizzo dell'espressione e che non rappresenta la situazione attuale. L'agenzia palestinese Wafa ha poi rettificato il commento del Presidente il giorno dopo, dicendo di "non voler negare l'unicità dell'Olocausto, ma condannare i crimini e i massacri commessi contro i palestinesi dalla Nakba per mano delle forze israeliane". 

Bufera su Scholz 

Le dichiarazioni rilasciate dal cancelliere non hanno potuto salvarlo da numerose critiche da vari enti israeliti e sostenitori dello Stato. "E' scandaloso che, soprattutto in Germania, una relativizzazione dell'Olocausto rimanga senza risposta in una conferenza stampa nella cancelleria federale", ha tuonato Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania. Anche per il capo dell'opposizione tedesca dell'Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), Friedrich Merz, si è trattato di "un fatto inconcepibile. Il cancelliere avrebbe dovuto contraddire chiaramente il presidente palestinese e chiedergli di andarsene". Steffen Hebestreit - il portavoce di Scholz -  ha sottolineato che l'incidente getta "una luce oscura sulle relazioni tra Germania e ANP", senza tuttavia annunciare tagli agli aiuti tedeschi all'autorità palestinese.

Tensioni dei rapporti

I rapporti fra Germania e Palestina sono sempre stati tesi. Il governo tedesco infatti non riconosce la Palestina come uno Stato indipendente, essa mantiene lo statuto di osservatore presso le Nazioni Unite e "non è il momento di cambiare la situazione", ha commentato Scholz. Lo stato tedesco preme infatti per una risoluzione pacifica tra Palestina e Israele in comune accordo. 

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