
Negli Stati Uniti, un gruppo bipartisan di senatori ha raggiunto un accordo preliminare sulle armi trovando un’intesa su controlli più stringenti agli acquisti, soprattutto per gli under 21, e ulteriori fondi per la sicurezza delle scuole.
L’accordo, si legge in una nota, incoraggia anche gli stati americani ad adottare norme che consentano alla polizia e alle famiglie di chiedere a un tribunale dello stato di rimuovere temporaneamente le armi a qualcuno che potrebbe essere pericoloso per sé stesso e per gli altri.
“Un passo avanti, ma non del tutto sufficiente”
Dal canto suo il presidente Joe Biden ha notato che l’accordo raggiunto dal gruppo bipartisan “non ha tutto quello che ritengo necessario, ma è un importante passo nella giusta direzione”. Biden ha poi sottolineato che se l’intesa sarà approvata sarà la più significativa che ha avuto l’ok del Congresso da decenni. Biden assicura che firmerà il provvedimento: “prima arriva sul mio tavolo, prima lo posso firmare”.
Restrizioni dopo quasi trent’anni
Secondo la cronologia pubblicata dalla rivista Time, è la prima volta dal 1994 che viene adottato un inasprimento della legge in materia di armi da fuoco. In quel caso era stato il presidente Clinton a firmare il Violent Crime Control and Law Enforcement Act, che avrebbe vietato i fucili automatici solo fino al 2004. Nel 2003, l’emendamento Tiahrt proibiva la pubblicazione dei dati sull’acquisto di armi da parte dei criminali. Due anni dopo, il Lawful Commerce in Arms Act firmato da George Bush impediva che i fabbricanti d’armi potessero essere citati in giudizio dalle vittime di crimini commessi con quelle armi.
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