
Papa Francesco torna a parlare della pedofilia del clero. Nell'udienza generale a Piazza San Pietro ha ripercorso il suo viaggio in Irlanda e ha fatto presente che alla gioia per l'incontro con le famiglie si è affiancato "il dolore e l'amarezza per le sofferenze causate in quel Paese da varie forme di abusi, anche da parte di membri della Chiesa, e del fatto che le autorità ecclesiastiche in passato non abbiano saputo affrontare in maniera adeguata questi crimini".
Il Papa chiede di "rimediare ai fallimenti del passato con onestà e coraggio". Attribuisce poi agli scandali anche il calo delle vocazioni in una terra dalla "fede radicata" come l'Irlanda. E allora chiede di pregare perché Dio mandi "sacerdoti santi".
Nessun cenno invece nell'udienza al caso di monsignor Carlo Maria Viganò, l'ex Nunzio in Usa che che ha accusato il pontefice, arrivando a chiederne le dimissioni, di non essere intervenuto nonostante lui lo avesse informato fin dal giugno 2013 degli abusi sessuali su seminaristi da parte dell'ex cardinale della capitale Usa, Theodore McCarrick, recentemente estromesso dal Sacro Collegio.
Viganò, in un'intervista, è tornato comunque a dire la sua: non è stata una vendetta ma solo la volontà di "sanare tanta corruzione". "Ho parlato perché oramai la corruzione - è la versione dell'ex Nunzio - è arrivata ai vertici della gerarchia della Chiesa".
Che in questo momento il clima generale sia abbastanza avvelenato lo dimostra anche la contrapposta interpretazione sui social di slogan alla fine dell'udienza di oggi a piazza san Pietro. Oltre ai soliti 'viva il Papa', un gruppo di voci giovanili scandisce alla fine più volte tre sillabe. Per alcuni sarebbe stato: 'Vi-ga-nò, Vi-ga-nò, in appoggio all'ex Nunzio e dunque di protesta al Papa. Più semplicemente era invece un nutrito gruppo di cresimandi che acclamava il suo vescovo - 'I-ta-lo, I-ta-lo' - monsignor Italo Castellani.
Dalla Grecia infine arriva una dichiarazione choc: i vescovi non devono essere obbligati a denunciare, dice monsignor Francesco Papamanolis, vescovo emerito di Syros, Santorini e Creta. "Condanno la pedofilia in maniera assoluta" ma "non posso accettare che io, come vescovo, abbia il dovere di denunciare il fatto".
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