
Dopo 22 giorni di guerra tra Israele e gli integralisti islamici di Hamas, devastante per la popolazione della Striscia di Gaza, l'urgenza è quella di eliminare le divisioni interne e ricostruire tutti insieme case e istituzioni. E' questo che ha sottolineato oggi il presidente palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas) parlando all'uditorio del vertice dei capi di stato arabi convocato in Kuwait, a lui in maggioranza favorevole. "Quello di cui abbiamo bisogno - ha detto nel suo intervento - se siamo d'accordo, e io spero che lo siamo, è un governo di unità nazionale che avvii l'eliminazione del blocco israeliano, la riapertura dei passaggi, la ricostruzione, e la preparazione di elezioni presidenziali e legislative simultanee". Condivisa da molti dei dirigenti arabi presenti, la sua richiesta - osservano esperti - si scontra con la dichiarata rigidità di Hamas, che, dopo il cessate il fuoco, non intende rinunciare ad esaltare quella che oggi, con toni propagandistici, un portavoce dell'ala militare ha definito una vittoria del movimento ed un fallimento di Israele. La speranza di una riconciliazione palestinese è fortemente sostenuta da Abu Mazen che ha sollecitato tutti i gruppi politici palestinesi ad accettare senza indugio l'invito del presidente egiziano, Hosni Mubarak, a tornare a riunirsi intorno ad un tavolo al Cairo per "appianare le divergenze", e raggiungere un accordo, "anche se si dovranno passare migliaia di ore a discutere", e quindi riavviare il processo elettorale necessario per dare una forma all'ipotizzato stato palestinese. Pur senza riferimenti espressi, il presidente palestinese non può trascurare del tutto l'opinione di Hamas secondo la quale il suo mandato di due anni è scaduto l'8 gennaio, visto che la sua elezione risale al 9 gennaio 2005. Accanto ad Abu Mazen però si sono schierati in maggioranza i capi di stato arabi annunciando che metteranno a disposizione grandi somme di danaro per la ricostruzione della Striscia di Gaza: a fronte di danni stimati per 2 miliardi di dollari, il re saudita, Abdullah bin Abdel Aziz, ha annunciato un dono di un miliardo di dollari, l'emiro del Kuwait altri 500 milioni. ATS
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