
In occasione del 15.mo anniversario degli accordi di riconoscimento reciproco fra Israele e Olp, il presidente dell'Anp Abu Mazen ha rilasciato a Haaretz una intervista improntata a scetticismo in cui ha riferito che nei negoziati con il premier Ehud Olmert "non sono stati registrati successi" e che nelle questioni principali sono solo state messe sul tavolo "proposte diverse". L'obiettivo di raggiungere un accordo definitivo entro il 2008 - secondo gli accordi della conferenza di Annapolis - resta lontano, Abu Mazen continuerà comunque a negoziare con Olmert fino all'ultimo giorno che resterà in carica, poi proseguirà con il suo successore, sulla base dell'esito delle elezioni primarie del partito Kadima del 17 settembre. Ma le posizioni sono distanti e forse - suggerisce - sarebbe il caso di riprendere in mano la iniziativa presentata dall'Arabia Saudita nel 2002 a Beirut. Prevedeva la normalizzazione delle relazioni fra Israele e il mondo arabo, in cambio di un ritiro totale di Israele dai territori occupati (Gerusalemme est inclusa) e di una soluzione concordata della questione dei profughi. Un progetto che - ricorda - fu ben vistoallora anche dall'Iran. Che l'andamento delle trattative israelo-palestinesi non sia ideale lo hanno convenuto oggi anche il ministro israeliano degli esteri (e candidata alla successione di Olmert) Tzipi Livni e l'Alto responsabile per la politica estera dell'Ue Javier Solana. La crisi politica innescata dai guai giudiziari di Olmert - che lo hanno costretto ad uscire di scena - rischia di congelare per mesi i negoziati: un pericolo che Solana vuole scongiurare. "Occorre mantenere il 'momentum'", il ritmo deicontatti, ha detto. ATS
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