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Estero
Abu Mazen minaccia dimissioni, segnale a USA
Redazione
17 anni fa

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (ANP) Abu Mazen (Mahmud Abbas) sarebbe deluso dalla "capitolazione" statunitense davanti a Israele, in collera con lo stato ebraico per il rifiuto di accettare un totale congelamento degli insediamenti ebraici nei territori occupati e avrebbe perciò minacciato di dimettersi o comunque di non ricandidarsi alle presidenziali palestinesi da lui indette per il prossimo 24 gennaio. Secondo la TV privata israeliana Canale 10, Abu Mazen avrebbe preannunciato nei giorni scorsi al presidente americano Barack Obama, in un colloquio telefonico, l'intenzione di lasciare l'incarico non ritenendo più realistica l'ipotesi di una ripresa del processo di pace con Israele, a causa della "capitolazione" della Casa Bianca dinanzi al governo di Benyamin Netanyahu. Nel colloquio, il presidente dell'Anp avrebbe manifestato totale pessimismo sulle aspettative di un rilancio negoziale suscitate nei mesi scorsi dall'avvento dell'amministrazione Obama, dalle intenzioni dichiarate dal successore di George W. Bush e dal suo atteggiamento iniziale di maggiore pressione su Israele. Pressione che tuttavia non ha indotto il governo Netanyahu a dar corso al congelamento degli insediamenti nei Territori palestinesi, previsto dagli accordi firmati nel 2003 nell'ambito della Road Map e per Abu Mazen condizione chiave per la ripresa dei negoziati di pace. Dalla delusione per l'insuccesso di Obama di imporre a Israele il rispetto di questa condizione deriverebbe la tentazione del leader dell'Anp - unico rappresentante palestinese unanimemente riconosciuto dall'Occidente, malgrado i suoi 74 anni e i ricorrenti momenti di debolezza politica - di farsi da parte. La notizia è stata confermata da una fonte palestinese in contatto con il presidente, che ha voluto restare anonima, ma è stata smentita da Tayeb Abdel-Rahim, uno stretto collaboratore di Abu Mazen che ha definito "caldo e franco" il colloquio tra i due presidenti. Altre fonti parlano di tensione nelle relazioni con gli Stati Uniti. Già altre volte in passato Abu Mazen aveva minacciato di dimettersi ma la minaccia era sempre rimasta allo stadio di intenzione e secondo fonti palestinesi è probabile che così sarà anche in questo caso. Abu Mazen si trova esposto di recente a una nuova ondata di critiche delle fazioni palestinesi più radicali e della piazza per suoi presunti cedimenti senza contropartite a Washington ed é sottoposto ad attacchi sempre più pesanti da parte di Hamas, al potere nella Striscia di Gaza. Quest' ultimo ha accusato Abu Mazen di aver "violato due volte la costituzione palestinese: è rimasto al potere dopo che il suo mandato era scaduto e ha indetto elezioni" che il movimento islamico ha deciso di boicottare impedendone lo svolgimento a Gaza. "Abu Mazen si avvia a divenire governatore della Cisgiordania" ha ironicamente commentato il deputato di Hamas, Salah Bardawil. Della paralisi nel processo di pace, il negoziatore capo palestinese Saeb Erekat ha oggi incolpato Israele. In un'intervista alla radio delle forze armate israeliane, Erekat ha affermato: "Voi (Israele) ci state presentando come bastardi indegni di fiducia mentre in realtà siete voi che causate i ritardi e vi rifiutate di porre fine all'occupazione". ATS

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