
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è arrivato a Sochi, dove tra breve è in programma un incontro con il leader russo Vladimir Putin. Lo scrive l'agenzia russa Ria Novosti citando fonti dell'amministrazione presidenziale turca. I presidenti discuteranno dell'accordo per il transito del grano sul Mar Nero, da cui Mosca si era ritirata a metà luglio, vincolando il rinnovo all'applicazione del memorandum con l'Onu che prevede la revoca di quelli che il Cremlino giudica "ostacoli" relativi all'esportazione di cereali e fertilizzanti russi. In apertura dei colloqui, Putin ha detto che Mosca è aperta ai negoziati per l'accordo sul grano.
Rischio crisi alimentare
Con l'incontro a Sochi, focalizzato in primo luogo sul corridoio per le navi di trasporto del grano, Erdogan spera di potere rilanciare la possibilità di apertura di colloqui fra Kiev e Mosca, sotto l'egida di Ankara. La ripresa delle esportazioni di grano ucraine, garantite tramite l'istituzione di un corridoio sicuro sul Mar Nero, vuole evitare lo sviluppo di una crisi alimentare in alcune zone di Africa, Medio Oriente e Asia.
Russia e Turchia legate a doppio filo
"Difficilmente Putin dirà di no a Erdogan". È la valutazione di Pietro Batacchi, direttore della Rivista italiana difesa, raggiunto da Ticinonews poche ore prima dell'inizio del vertice di Sochi. Secondo Batacchi, decisivi sono i legami economici fra Russia e Turchia. Quest'ultima "è uno sbocco sempre più importante per la Russia, specialmente per la sua energia e per il suo gas". L'importanza della Turchia quale sbocco per l'export russo del gas è cresciuta "con la perdita del tradizionale mercato europeo". Il bisogno è tuttavia reciproco. "L'approvvigionamento energetico turco è in buona parte legato alle forniture russe. Ci sono quindi i presupposti affinché un accordo si possa trovare, anche se tutto è possibile".

