
Neanche il tempo di contare i danni di sabato che nel centro di Milano è tornata oggi la guerriglia urbana. Via social i giovanissimi si sono di nuovo dati appuntamento intorno a piazza Duomo, spaccando vetrine e saccheggiando negozi e supermercati.
La premier Giorgia Meloni, dopo quanto accaduto ieri non solo a Milano ma in diverse città italiane come Torino e Bologna, dove sono stati stimati danni per oltre mezzo milione, ha convocato una vertice sull'ordine pubblico. E il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dopo che aveva stigmatizzato i pochi agenti scesi ieri in piazza, ha avuto uno scambio al vetriolo col ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che gli ha dato del radical chic.
Su una cosa di certo Sala aveva ragione, la convinzione che sarebbe di nuovo successo. Ed è riaccaduto. A meno di 24 ore dalla guerriglia di ieri che solo ai negozianti milanesi ha causato oltre mezzo milione di euro di danno.
Già nel primo pomeriggio cinquanta ragazzini sono stati portati in questura per essere identificati prima che riprendessero le violenze. Non è bastato questo deterrente: in via Torino altri ragazzi hanno lanciato sedie, tavolini e transenne alle vetrine di Footlocker, che aveva la serranda abbassata, di Champions e di un Carrefour dove sono entrati saccheggiandolo. Saccheggiato anche Under Armour accanto a Cordusio e Levis, dove i ragazzi hanno sfondato la vetrina con il manubrio di un monopattino. E poi Decathlon e negozi e locali di corso Garibaldi.
In tutti i casi si è trattato di blitz veloci, fatti per poi scappare rapidamente, alternati a momenti di lancio di oggetti a cui le forze dell'ordine hanno risposto con lacrimogeni (ieri solo a Milano ne sono stati sparati 484) e idranti. Blindata la Galleria, chiuso ai turisti anticipatamente il Duomo.
Fra i ragazzi fermati nel corso della giornata dalle forze dell'ordine, diversi erano già stati identificati ieri. «Ci hanno preso gusto, pensano di poter spadroneggiare e torneranno ancora. Non hanno capito che gli è andata bene».
Non a tutti. Prima delle 19.00 oggi a Milano, 160 erano già stati portati in questura, l'80% minorenni. In tutta Italia, ieri sono state 197 le persone identificate e accompagnate negli uffici di polizia: 28 persone sono state arrestate, di cui 12 minorenni e 6 stranieri e 43 denunciate.
Ma la sensazione di essere stati colti impreparati è innegabile. «Io non ce l'ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno - ha detto in mattinata Sala - ma l'impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l'ho».
Carenza «inesistente» secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa che si è detto «senza parole». «Il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti» ha commentato Piantedosi.

