
Dati sempre più allarmanti, in Brasile, sulla deforestazione in Amazzonia: la distruzione della foresta tropicale è cresciuta di quasi il 70% a marzo e nel primo trimestre di quest'anno è stata la seconda più alta dal 2008, ha riferito l'Istituto per l'uomo e l'ambiente dell'Amazzonia (Imazon). Secondo le informazioni raccolte dalla Ong, il mese scorso sono stati devastati 42 km quadrati, con un incremento del 68% rispetto a marzo del 2022, ultimo anno di governo dell'ex presidente, Jair Bolsonaro. Le cifre raccolte a marzo confermano un trend preoccupante già osservato anche a gennaio e febbraio, fanno notare gli esperti.
Brutto colpo per il governo Lula
Si tratta di un brutto colpo per il governo del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che ha fatto della deforestazione zero una delle principali promesse della sua campagna elettorale. Nel primo trimestre dell'anno, secondo Imazon, sono stati distrutti 867 km quadrati di foresta, contro i 687 km quadrati dello stesso periodo del 2022. L'aumento della deforestazione è un problema "serio" che va invertito, ha commentato il ministro dell'Ambiente, Marina Silva, secondo la quale nel precedente esecutivo sarebbero state "smantellate" le squadre di ispettori del dicastero incaricate di monitorare e prevenire il fenomeno.

