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A Como antifascisti in piazza, la destra chiusa in hotel
A Como antifascisti in piazza, la destra chiusa in hotel
A Como antifascisti in piazza, la destra chiusa in hotel
Redazione
9 anni fa
Molti politici di spicco nella città lariana, ma nessuno di loro è salito sul palco

Diecimila persone hanno risposto all'appello del Pd e hanno invaso il lungolago di Como per manifestare contro ogni rigurgito fascista, per la tolleranza e la democrazia. Si è trattato di una reazione corale al blitz di fine novembre, quando 13 skinheads di Veneto Fronte hanno fatto irruzione ad un incontro di Como senza frontiere, con il loro autoproclama. Lo slogan della manifestazione era "E questo è il fiore", una strofa di "Bella ciao", ma l'incontro ha preso il via con l'Inno nazionale perché - hanno spiegato dal palco - l'antifascismo è alla base della Costituzione italiana. Erano presenti anche molti politici di spicco, ma nessuno di loro è salito sul palco. Nel frattempo, in un albergo blindato, poco distante, si sono riuniti una settantina di simpatizzanti di Forza Nuova. Il movimento di destra avrebbe voluto fare una contromanifestazione in piazza al pomeriggio, ma il questore di Como non ha dato l'autorizzazione e quindi i militanti di FN hanno scelto di trovarsi al chiuso, in una sala allestita con manifesti contro lo ius soli e bandiere. Secondo il leader Roberto Fiore, "quello di Veneto Fronte Skinhead a Como è stato un atto pacifico, una manifestazione contro il business dell'immigrazione". Il movimento è "in mobilitazione completa contro il Pd e contro il gruppo di Repubblica e l'Espresso che sono la parte strutturale del clima di odio nei nostri confronti". "Siamo fieri di essere l'alternativa alla sua pericolosissima deriva" gli ha subito risposto Martina. "Ora - ha concluso il vicesegretario dem - le tantissime persone che si sono unite oggi devono continuare a lavorare insieme per una democrazia rinnovata".

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