
Il 17 gennaio Barack Obama ha tenuto una conferenza stampa per annunciare una riforma della National security agency (Nsa), l’agenzia d’intelligence statunitense al centro dello scandalo Datagate. Le proposte sono state riassunte dal Washington Post:
1) Obama ha dichiarato che le agenzie di spionaggio degli Stati Uniti non raccoglieranno più i metadati dei tabulati telefonici americani. Questo significa la fine del programma di sorveglianza dell’Nsa denunciato da Edward Snowden (così come è concepito ora). Questo importante cambiamento avrà bisogno di mesi per concludersi. Ma, nel frattempo, Obama sta imponendo nuovi limiti sulla capacità del governo di accedere a tali dati.
2) Obama vuole comunque garantire al governo l’accesso ai tabulati quando necessario. La Casa Bianca non ha ancora deciso come, ma ha elencato alcune possibilità: le compagnie telefoniche potrebbero conservare i tabulati dei loro clienti e dare l’accesso al governo solo per ordine di un tribunale. Oppure si potrebbe creare un nuovo ente, in grado di raccogliere e proteggere grandi quantità di metadati.
3) Obama ha ordinato nuove e significative restrizioni sullo spionaggio degli alleati degli Stati Uniti. I capi di stato “amici” saranno d’ora in poi esclusi dalla sorveglianza elettronica. I funzionari della Casa Bianca hanno detto che le intercettazioni su decine questi obiettivi in realtà sono già state interrotte. Ma ci sono delle eccezioni: Obama non ha chiarito cosa intende per “alleati più stretti” e dalle intercettazioni non verranno comunque esclusi i collaboratori dei leader stranieri.
4) Obama chiede al congresso di creare un comitato indipendente di difensori pubblici, che devono intervenire nei casi di violazione della privacy da parte delle agenzie governative.
5) Il presidente ha inoltre promesso maggiore protezione per la privacy dei cittadini stranieri: saranno intercettati solo per questioni di sicurezza nazionale. Le nuove regole saranno sviluppate nei prossimi mesi.
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