
"Più di 4mila" anziani morti a Madrid nella primavera 2020, in piena prima ondata di contagi di Covid, "avrebbero potuto sopravvivere" se fossero stati ricoverati in ospedale e non tenuti all'interno delle case di riposo in cui vivevano: è quanto conclude un rapporto appena rilasciato dalla "Commissione cittadina per la verità", gruppo indipendente composto da giuristi, esperti in gestione sanitaria e docenti universitari di varie discipline e presieduta dal magistrato emerito della Corte suprema, José Antonio Martín Pallín.
"Errori inammissibili"
Stando a questo report, frutto di indagini su fonti quali dati ufficiali, i lavori di una commissione parlamentare, risoluzioni giudiziarie, testimonianze dirette e articoli accademici e giornalistici, durante la prima fase della pandemia ci furono "un numero e un livello di errori inammissibili", per quanto riguarda le decisioni operative sulle case di riposo. In particolare, si fa riferimento a "protocolli" elaborati dal governo regionale, che "fermarono il trasferimento negli ospedali" di queste persone, a meno che fossero titolari "di assicurazioni private".
Il trasferimento in ospedale
I dati di cui dispone questa 'Commissione cittadina' indicano che il 65% delle 6'308 persone trasferite in ospedale tra marzo e aprile 2020 si salvarono. "Sembra logico pensare che una percentuale simile di sopravvivenza si sarebbe verificata tra i 7'291 anziani deceduti in case di riposo se fossero stati trasferiti in ospedale, dato che i criteri principali per non trasferirli erano la mancanza di indipendenza fisica o il deterioramento cognitivo", aggiunge il documento.
"Le persone anziane non si salvarono da nessuna parte"
Lo scorso febbraio, la governatrice di Madrid Isabel Díaz Ayuso, del Partito Popolare (Pp), già leader del governo regionale nel 2020, disse nel Parlamento locale che nelle circostanze della primavera di quell'anno le persone anziane "gravemente malate" dopo il contagio da Covid "non si salvavano da nessuna parte".

