
Oltre 2.300 persone sono state arrestate dalle autorità cinesi in Tibet dall'inizio delle proteste e sono detenute in diverse località della regione autonoma, secondo il sito internet del Centro tibetano per i diritti umani (Tchrd), un'organizzazione di esuli. La documentazione raccolta dal Tchrd dal 10 marzo, quando è iniziata la rivolta anti-cinese, ha consentito di accertare l'identità di 301 detenuti, afferma il sito www.tchrd.org. L'organizzazione cita fonti ufficiali cinesi secondo cui lo scorso 3 aprile i responsabili dei tribunali del Tibet si sono riuniti per decidere la data dell'inizio dei processi ai detenuti. Secondo le autorità - è scritto nel sito - 1.000 tibetani sono stati arrestati per il loro coinvolgimento nei "disordini" a Lhasa il 14 marzo. Inoltre, in quella che gli esuli denunciano come un "segnale del rinnovato vigore con cui le autorità tentano di reprimere le proteste", l'Ufficio di pubblica sicurezza (Psb) della Regione autonoma del Tibet ha spiccato mandati di cattura per 79 tibetani coinvolti in manifestazioni in 13 diverse occasioni dal 15 marzo al 3 aprile. ATS
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