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Estero
11/9: riprende a Guantanamo processo a "mente" e 4 complici
Redazione
14 anni fa

Dopo mesi di ritardi, è ripreso oggi davanti al tribunale militare americano nella base Usa di Guantanamo, a Cuba, il processo a Khalid Sheikh Mohammed, autodefinitosi la "mente" degli attacchi dell'11 settembre, e a quattro suoi complici. Formalmente, il procedimento, definito da alcuni "il processo del secolo", è iniziato lo scorso maggio, ma poi ha subito continui rinvii. A giugno a causa di un impegno degli avvocati della difesa, a luglio a causa dei doveri religiosi degli imputati connessi al sacro mese islamico di Ramadan, a settembre a causa di un'interruzione ai sistemi internet della base di Guantanamo prima, e dell'uragano Isaac poi. Anche nei giorni scorsi c'è stata una richiesta di rinvio da parte dei legali della difesa, a causa di un'infestazione di topi nei loro uffici all'interno della base. Il giudice, il colonnello dell'esercito James Pohl, ha però respinto l'istanza e oggi gli imputati sono infine comparsi in aula. Nell'udienza, che andrà avanti tutta la settimana, il colonnello Pohl, dovrà procedere all'esame di 25 mozioni presentate dal procuratore e dalla difesa. In particolare si dovrà stabilire se adottare misure che impediscano agli imputati di rivelare le condizioni di detenzione e i metodi di interrogatori a cui sono stati sottoposti dalla Cia dopo il loro arresto. Il procuratore ha chiesto che si faccia uso di una norma, nota come "ordine di protezione" per le informazioni classificate, che prevede un ritardo di 40 secondi nella diffusione dell'audio del processo agli spettatori che possono assistere da dietro un vetro blindato. Una misura a cui si oppongono la difesa e organizzazioni per i diritti civili. Oltre a Sheik Mohammed, che afferma di aver pianificato "dalla A alla Z" gli attacchi dell'11 settembre, alla sbarra ci sono Ramzi Binalshibh, capo della "cellula di Amburgo" che realizzò le stragi, Ammar al Baluchi, che viene indicato come il braccio destro di Mohammed nell'organizzare l'attacco all'America; Walid bin Attash, già tra i responsabili di al Qaida in Arabia Saudita, e Mustafa Ahmed al Awashi, uno dei due 'cassieri' dell'11 settembre chiamati a gestire gli aspetti finanziari dell'operazione. ATS

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