
Un anno dopo la sua indipendenza, il Kosovo ha designato un diplomatico per rappresentare i suoi interessi a Berna. Si tratta di Naim Malaj che ha consegnato il 9 gennaio scorso una lettera alle autorità elvetiche domandando loro di essere accreditato come "incaricato d'affari". Lo ha indicato all'ATS il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il portavoce del DFAE, Jean-Philippe Jutzi, ha spiegato che Malaj è stato incaricato dal governo di Pristina di organizzare i preparativi in vista dell'apertura, nel corso del 2009, di un'ambasciata della Repubblica del Kosovo a Berna. Considerato come "molto vicino" al primo ministro kosovaro Hashim Thaçi, Naim Malaj è nato nel 1968 in Kosovo, dove fu arrestato all'età di 16 anni. Dal 1984 al 1988, ha trascorso quattro anni in prigione per delitto di opinione. Giunto in Svizzera nel 1990, ha ottenuto lo statuto di rifugiato politico due anni più tardi. Naim Malaj è stato assistente sociale all'Università popolare albanese (UPA) e ha in seguito lavorato all'Ospizio generale di Ginevra. Nel 2004, ha ricevuto il passaporto svizzero. Secondo Jutzi, il DFAE ha messo in guardia le autorità kosovare e l'interessato sulle "possibili implicazioni" che può avere la nomina di un cittadino binazionale al posto di ambasciatore. La Svizzera ha rilevato in particolare gli ostacoli che tale situazione può avere in termini di immunità e di privilegi. Secondo la Convenzione di Vienna, le immunità e i privilegi diplomatici di una persona già residente nel paese o avente la stessa nazionalità sono limitate agli atti ufficiali come ambasciatore, ciò che può creare delle difficoltà. Durante la guerra del 1990, Naim Malaj ha sostenuto la lotta del partito di Thaçi, l'UCK: avrebbe in particolare aiutato a raccogliere fondi in Svizzera per questo partito che si batteva per l'indipendenza del Kosovo. In dichiarazioni rilasciate a diversi media, Malj ha negato di aver svolto un'attività illegale in territorio elvetico. ATS
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