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"Dopo 40 anni di politica è arrivato il momento di andare in pensione"
Redazione
3 anni fa
Dopo quattro legislature in parlamento Giorgio Galusero (PLR) lascerà il proprio seggio per "andare in pensione". Con lui abbiamo ripercorso questi 16 anni di attività in Gran Consiglio.

Sedici anni sui banchi del Gran Consiglio. Giorgio Galusero, deputato del PLR, dopo quattro legislature non si è potuto mettere a disposizione del proprio partito per le elezioni cantonali di domenica 2 aprile. Con lui abbiamo voluto ripercorrere questi anni in parlamento, parlando dell'uscita di liberali radicali dal governo, di come è cambiata la politica e la polizia, di cui è stato comandante e agente sotto copertura in Europa".

16 anni in Gran Consiglio, 4 legislature. Il 30 aprile 2007 il Corriere del Ticino titolava: "Se ne va un poliziotto, al suo posto spunta un granconsigliere". 

"Quando mi sono messo a disposizione del PLR per il Gran Consiglio ero ancora in carica come ufficiale di polizia, ero a capo della territoriale. Dal momento in cui sono stato eletto ho dovuto decidere tra le due attività e ho scelto la politica. Aveva già 16 anni di esperienza in Municipio e 8 in Consiglio comunale. Se a questi aggiungiamo i 16 anni di legislativo cantonale sono 40 anni di attività politica".

È stata più arricchente la carriera politica o quella in polizia?

 "In quattro decenni di attività all'interno della Polizia ho potuto svolgere parecchie indagini, alcune anche importanti. Un vissuto che difficilmente può regalare la politica. Per 7-8 anni sono stato un agente sotto copertura attivo in tutta Europa, un'esperienza che in pochi possono vantare. In quel periodo il nostro scopo era di infiltrarci all'interno di un'organizzazione criminale grazie all'aiuto di un informatore, raccogliere le prove necessarie e procedere all'arresto di una o più persone".

Com'è cambiata la polizia rispetto a quell'epoca?

 "Allora potevamo usare maggiormente il nostro istinto, da quando è stata introdotta la nuova legge sulle inchieste sotto copertura è diventato più difficile".

Parliamo ancora di politica. Le elezioni cantonali del 2 aprile 2007 hanno segnato l'uscita dal governo di Marina Masoni e l'ingresso di Laura Sadis. Politicamente che periodo era?

"Quello è stato il mio primo quadriennio a Palazzo delle Orsoline, quindi ho vissuto in prima persona quel periodo. All'interno del Partito Liberale Radicale c'erano diversi attriti ed era molto difficile sedersi al tavolo del gruppo perché era chiara la divisione tra la parte radicale e quella liberale del partito. Sono un uomo di centro, mi collocavo difficilmente in quel periodo. Nelle ultime tre legislature invece, con l'ingresso dei giovani che non si identificano più tra destra e sinistra, abbiamo lavorato meglio."

Nel 2011 la Lega dei Ticinesi è entrata in governo ai danni del Partito Liberale Radicale. Il PLR quando tornerà ad avere due seggi in governo?

 "Probabilmente non quest'anno, ma penso che tra quattro anni saremo pronti. Sono ottimista. Potrebbe accadere anche domenica, lo spero, ma è abbastanza improbabile".

L'unione tra le forze di polizia non c'è stata, le dispiace?

"È un peccato. Capisco le diversità di vedute, soprattutto nelle Città come Lugano dove il corpo di polizia è molto attrezzato e lavora bene, ma resto dell'idea che bisogna unire le forze di polizia. Una realtà, ricordo, in 18 cantoni svizzeri. Penso che si arriverà a introdurre questo corpo, è anche una questione di razionalità nell'impiego di personale e di risparmio finanziario".

 Per alcuni deputati del PLR è necessario introdurre una soglia di sbarramento del 4% in GC contro la frammentazione, cosa ne pensa?

"Ho firmato questo atto parlamentare, ma ritengo che per risolvere i problemi bisognerà allargare il dibattito al maggioritario e proporre un'altra soluzione. Le proiezioni per queste cantonali mostrano l'ingresso in parlamento di alcuni partiti minori, con una conseguenze maggiore frammentazione del Gran Consiglio. Questo avrà delle conseguenze sui lavori all'interno del legislativo".

Come valuta quest'ultima legislatura?

"Il mio è un giudizio positivo. Non sono un giurista, ma il fatto di essere riuscito a portare in parlamento alcune leggi importanti come quella sulla trasparenza, sulla prostituzione o degli impresi costruttori è una soddisfazione".

Ora cosa farà?

"Andrò definitivamente in pensione. Voglio ringraziare la mia famiglia per avermi permesso di fare politica per 40 anni. Adesso spero di riuscire ad andare in montagna ancora a lungo".

 

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