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Economia
Yukos: azionisti GML chiederanno mega-risarcimento a Mosca
Redazione
18 anni fa

L'holding GML, il più grande azionista del gruppo energetico russo Yukos, chiederà 28,3 miliardi di dollari di danni alla Russia a risarcimento della bancarotta alla quale è stato costretto, dopo le accuse di frode fiscale. Lo ha annunciato il direttore di GML, Tim Osborne, oggi a Bruxelles. Se ammesso, il caso sarebbe il più grande arbitrato commerciale mai disputato al mondo. Parlando con i giornalisti, Osborne ha detto che i danni complessivi potrebbero ammontare a 50 miliardi di dollari, senza escludere la possibilità che possano salire addirittura a 100 miliardi di dollari. GML cercherà il risarcimento attraverso il Trattato della carta dell'energia, che favorisce gli investimenti energetici all'estero tutelandoli dai rischi politici più importanti. La carta è stata firmata dalla Russia nel 1994, ma mai ratificata. Secondo Osborne, avvocato inglese, il caso potrebbe durare anni. La decisione sull'ammissibilità non arriverà prima del giugno del prossimo anno e la sentenza non prima del 2012. La giustizia russa ha chiuso il 15 novembre scorso, dopo oltre 15 mesi, la procedura di bancarotta di Yukos, che nel 2003 aveva portato in carcere il patron Mikhail Khodorkovski e il suo socio Palaton Lebedev, entrambi condannati a otto anni di reclusione al termine di un processo da molti ritenuto ispirato dal Cremlino per spegnere le ambizioni politiche dell'oligarca. Il debito complessivo ammontava a quasi mille miliardi di rubli, ossia quasi 50 miliardi di franchi svizzeri, ma i rimborsi ai creditori sono stati pari a 873 miliardi di rubli: euro): la differenza, per l'esattezza 75 miliardi di rubli (3,3 miliardi di franchi), non è stata onorata per insufficienza di fondi, dopo una serie di aste per la vendita di tutti gli asset. Gran parte dei rimborsi sono finiti nelle casse del fisco. La parte del leone, alle aste dello "spezzatino" Yukos, l'ha fatta il gruppo petrolifero pubblico Rosneft, che da una posizione marginale nel 2003 è diventata dopo Gazprom la più grande holding energetica della Russia, consentendo la piena riuscita del disegno di rinazionalizzazione del settore voluto dal Cremlino di Vladimir Putin. ATS

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