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Economia
Widmer-Schlumpf inguaia Berlusconi
Redazione
14 anni fa
L'accordo fiscale con l'Italia non avverrà prima del 2015. Le elezioni italiane causano incertezza

"Anche nel caso di una ratifica degli accordi entro quest'anno, è difficile prevedere la loro entrata in vigore prima del primo gennaio 2015". E' quanto ha risposto la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf alla consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD) che in una lettera dello scorso 7 febbraio aveva chiesto notizie sulle trattative fiscali tra Italia e Svizzera. In Italia, specialmente nei partiti di centrodestra (Popolo della libertà e Lega), si fa molto affidamento sulle somme di denaro che la Svizzera verserebbe alla vicina penisola in seguito al futuro accordo fiscale, sull'esempio di quelli conclusi da Berna con il Regno Unito e Austria (quello con la Germania è stato bocciato dal Bundestag). L'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi conta di restituire agli Italiani la tassa sulla prima casa grazie al denaro dell'accordo fiscale - 20 miliardi di euro "una tantum" poi circa 5 miliardi ogni anno. La ministra elvetica delle finanze Widmer-Schlumpf ha risposto alla deputata socialista vodese lo scorso 19 febbraio, ricordando che tra Italia e Svizzera è stato rilanciato il "dialogo", di fatto bloccato durante il precedente governo Berlusconi. "Le parti - scrive la consigliera federale - hanno manifestato la volontà di trattare parallelamente cinque temi prioritari, tra i quali la regolarizzazione degli averi dei residenti italiani in Svizzera oltre all'imposizione alla fonte delle entrate future sui capitali e la revisione della convenzione bilaterale di doppia imposizione del 1976. Il 29 agosto 2012 il Consiglio federale ha adottato il mandato relativo ai negoziati in materia fiscale e finanziaria con l'Italia". Alcuni negoziati avvenuti in seguito "hanno permesso di realizzare progressi in vari dossier. I rispettivi presidenti hanno espresso la volontà di portare a termine i negoziati nelle migliori condizioni possibili". "Tuttavia - risponde ancora Widmer-Schlumpf ad Ada Marra - a causa delle elezioni in Italia e dell'incertezza sulla composizione del nuovo governo, è attualmente difficile fare previsioni sulla data di conclusione dei negoziati". E termina: se anche entro l'anno dovesse intervenire la ratifica degli accordi, "è difficile prevedere la loro entrata in vigore prima del primo gennaio 2015".

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