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Economia
WEF Davos: aperto oggi Forum, molti "big", ma atmosfera cupa
Redazione
18 anni fa

Si è aperta oggi a Davos la 39esima edizione del World Economic Forum (WEF) dedicata al tema "Disegnare il mondo del dopo-crisi". La partecipazione di "grandi" del pianeta quest'anno batte tutti i record, ma l'atmosfera è decisamente poco festosa visti i timori di recessione mondiale. Le grandi figure delle banche americane sono passate in secondo piano e le "vedette" della prima giornata sono state Russia e Cina, due paesi il cui peso economico e politico è crescente. Il privilegio del discorso inaugurale, accanto al fondatore del Forum Kalus Schwab e del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, è andato a Vladimir Putin, alla sua prima visita nella stazione sciistica grigionese. Poco prima dal palco del WEF il primo ministro cinese Wen Jiabao aveva ribadito quanto già annunciato la vigilia durante la visita ufficiale a Berna: la Cina "è pronta a lavorare con agli altri membri della comunità internazionale per mantenere la stabilità finanziaria mondiale, promuovere la crescita e combattere i vari rischi globali". La Cina "continuerà a crescere in maniera rapida e decisa", ha assicurato Jiabao che si è fissato l'ambizioso obiettivo di raggiungere un tasso di crescita dell'8% per il 2009. Al termine dell'intervento, molto appalaudito, Schwab ha ringraziato il premier cinese per il suo messaggio di speranza. A Davos stanno affluendo oltre 2.500 rappresentati del mondo politico, economico, accademico e della società civile di 96 paesi, tra i quali oltre 1.400 amministratori delegati e presidenti delle maggiori società del mondo e 43 capi di Stato o di governo, il doppio rispetto agli anni scorsi. Malgrado il gran numero di big quest'anno il programma dei cocktail e delle serate è stato ridotto e il balletto delle limousine è meno intenso del solito. Mancano anche i vip dello spettacolo, come il cantante Bono degli U2, abitualmente un fedelissimo dell'incontro. Numerosi dibattiti previsti dal fitto programma sono dedicati alla crisi, alle sue cause e alle possibili vie di uscita, ma anche agli Stati Uniti di Obama, all'energia o al clima. Tra i temi in discussione anche la sicurezza alimentare, la gestione delle risorse idriche e la situazione in Medio Oriente dopo l'offensiva israeliana a Gaza, in un dibattito cui parteciperà anche il presidente israeliano Shimon Peres. La riforma del sistema finanziario avrà probabilmente un ruolo importante durante la manifestazione vista la folta presenza di banchieri centrali (19) e ministri delle finanze (17). Pochi però si apettano un "mea culpa" o una soluzione miracolo. Nel suo discorso di apertura Hans-Rudolf Merz ha chiesto il ritorno ai valori tradizionali nel sistema economico e finanziario. Per il presidente della Confederazione, la crescita non deve essere posta al di sopra della qualità, della sostenibilità e dei valori. A suo avviso bisognerebbe tornare alle regole che i banchieri privati ginevrini applicavano nel 1800: conosci i tuoi clienti, sii prudente nella concessione di crediti, segui i dossier, abbi rispetto per i soldi e per il rischio. "Non perdiamo di vista che cosa ha creato il benessere in questo mondo: il libero mercato ed il capitalismo", ha puntualizzato il magnate Rupert Murdoch, co-presidente del WEF, nella conferenza stampa inaugurale, pur ammettendo che i governi hanno un ruolo da svolgere in questa crisi. Nell'intento di Schwab, i cinque giorni della manifestazione dovrebbero consentire ai partecipanti di riprendere forze e fiducia. Gli economisti presenti alla prima affollatissima sessione del WEF, che da sempre prepara il terreno per i successivi dibattiti, sembrano però pessimisti. Tradizionalmente il dibattito di concentra sulle previsioni, quest'anno invece i presenti hanno discusso di nuove regole e cooperazione. Ed è proprio l'assenza di dibattito "previsionale", secondo gli osservatori, a dare la misura dell'incertezza che attanaglia l'economia mondiale. L'unico a fornire qualche stima è Steven Roach, economista di Morgan Stanley. "Nel 2009 - ha detto - sarà la prima volta d

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