
I ricercatori Ue hanno misurato solo le emissioni delle auto, non i motori cui non avevano accesso, scoprendo gas in laboratorio diversi da quelli su strada: una cosa nota che ha portato la Ue a introdurre test su strada dal 2016. Lo dice un portavoce della Commissione ricordando che spetta agli Stati, non a Bruxelles, verificare software incriminati come quello di Volkswagen. "Il team di ricerca della Commissione Ue ha misurato le emissioni e scoperto che i test di laboratorio non catturano accuratamente la quantità di gas nocivi emessi durante la guida su strada e ha fornito sostegno vitale agli sforzi della Commissione per introdurre i test su strada", spiega il portavoce. "Questa differenza nei test sulle emissioni sono cosa nota. Identificare l'uso potenziale di applicazioni ingannevoli non è mai stato parte di questi studi e non sarebbe nemmeno stato possibile visto che i ricercatori non avevano accesso ai motori, ma venivano misurati sono i gas di emissione", ha precisato. La Commissione, prosegue, ha quindi seguito le ricerche scientifiche e iniziato immediatamente a lavorare sull'introduzione dei test su strada. Ed è stato fatto lavorando con gli esperti nazionali e le commissioni tecniche nazionali da maggio di quest'anno, affinché i test su strada possano essere avviati da gennaio 2016. "È importante capire che la Commissione stabilisce il quadro regolatorio ma non è un organo incaricato all'attuazione. Sono le autorità degli Stati membri a dover agire sul campo. Quindi non è questione che compete alla Commissione", conclude il portavoce.
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