
Il gruppo Volkswagen, massimo produttore automobilistico europeo con ambizioni di dominio mondiale, nei primi sei mesi di un 2009 segnato dalla crisi del settore ha realizzato più utili del previsto, anche se con un clamoroso calo dell'80% rispetto ad un anno fa. Il gruppo di Wolfsburg inoltre ha rimpolpato di circa un terzo la cassa e, sebbene ne neghi l'esigenza, può dunque affrontare un eventuale aumento di capitale nell'operazione per l'acquisto di Porsche. Facendo leva sugli effetti degli incentivi alle rottamazioni e sulla varietà di modelli dei suoi nove marchi - tra cui il proprio, "Vw", ma anche altri come Audi, Skoda e Seat - il gruppo ha evitato un passivo: il secondo trimestre si è chiuso con un utile netto in calo dell'83% a 283 milioni di euro, risultato però superiore di quasi 50 milioni alle previsioni degli analisti. I ricavi si sono contratti solo del 7,7% a 27,2 miliardi di euro. Questi risultati del periodo aprile-giugno hanno portato ad una flessione semestrale dell'utile pari all'81% a 494 milioni di euro generato da ricavi ridottisi del 9,4% a 51,2 miliardi di euro. I risultati semestrali del gruppo, sottolinea una nota, sono stati "influenzati in maniera significativa dalla crisi finanziaria ed economica globale" e la fine degli incentivi, ha avvertito un manager, si sentirà. E' stato anche grazie alle rottamazioni che le consegne a livello si sono contratte solo del 4,4% a 3,1 milioni di auto. In vista della creazione di un nuovo grande gruppo attraverso la prevista acquisizione della superindebitata Porsche, la Volkswagen ha annunciato l'aumento di 4,3 miliardi, a 12,3 miliardi, delle proprie riserve di liquidità. E quattro miliardi, secondo indiscrezioni, sono proprio l'ammontare dell'aumento di capitale necessario a Volkswagen mantenere un buon rating (importante per l'approvvigionamento del credito) pur accollandosi i 14 miliardi di debiti che sarebbero stati contratti da Porsche nella folle scalata dell'anno scorso alla 16 volte più grande Vw. Di recente il capo di Volkswagen, Martin Winterkorn, ha negato che al momento il gruppo necessiti di una ricapitalizzazione. Le voci sull'aumento di capitale si era diffuse dopo che una settimana fa Vw si era accordata con Porsche per rilevare la casa delle auto di lusso di Stoccarda entro il 2011 facendone il suo decimo marchio accanto ad altri prestigiosi come gli italiani Lamborghini e Bugatti. Winterkorn non esclude che Volkswagen, con questa acquisizione-fusione, possa cambiare nome diventando "Auto Union". Secondo l'agenzia tedesca Dpa, è slittata al 16 agosto la data entro cui dovrebbe essere messo a punto un "documento base" dell'operazione. Nel presentare i dati semestrali, il patron di Volkswagen ha sottolineato che il gruppo ha fatto meglio dei concorrenti in un mercato che in media si è ristretto del 18%. Ciò, a suo dire, dimostra che anche nella crisi una Vw plurimarca è ben attrezzata per resistere e lanciare la sfida alla Toyota, primo gruppo mondiale: "abbiamo migliorato - ha detto Winterkorn la nostra posizione di partenza sulla via verso il vertice". ATS
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