
Vivendi, gruppo francese di media e telecom, ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 1,2 miliardi, in calo del 19,9% rispetto all'anno prima, per un fatturato salito del 10,2% a 11,26 miliardi. Il risultato netto "corretto", che non tiene conto cioè di voci eccezionali e che Vivendi considera l'indicatore di riferimento, è di 1,4 miliardi, in calo del 4,7% rispetto al primo semestre del 2007. Il gruppo, cui fa capo l'operatore di telefonia mobile SFR e la rete TV Canal+, ha realizzato un utile operativo "aggiustato" (Ebita) di 2,5 miliardi, in calo dell'1,1% rispetto all'anno prima ma leggermente superiore alle attese degli analisti. Nel secondo trimestre l'utile netto "corretto" ha registrato un aumento dello 0,3% a 757 milioni grazie alla filiale TV che ha realizzato un utile operativo in progressione del 31% a 181 milioni. Il presidente esecutivo di Vivendi, Jean-Bernard Levy, ha indicato che il gruppo è interessato a ricomprare le quote minoritarie di Canal+ e in particolare quella detenuta da Lagardère. Levy incontrerà Lagardère e gli altri azionisti TF1 e M6 nei prossimi mesi. SFR, di cui Vodafone è importante azionista, ha invece registrato un calo del suo utile operativo "aggiustato" nel secondo trimestre dello 0,7% a 716 milioni e dell'1,8% a 1,3 miliardi nel primo semestre. Più accentuata la flessione dell'Ebita semestrale di Universal Music Group (-9,2% a 148 milioni), a causa del calo delle vendite di CD. Il gruppo, alla luce dei risultati operativi del secondo trimestre che ha definito "eccellenti", ha confermato le sue prospettive per il 2008, e cioè di una crescita dell'utile netto aggiustato simile a quella del 2007, che era stata dell'8,3%. ATS
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