Vasta ristrutturazione per Sulzer, previsti tagli
Negli ultimi 6 mesi la società ha già perso il 5,5% dei dipendenti, ma non si sa ancora l’entità del prossimo ridimensionamento: “Siamo in trattative nei vari stati”
di Keystone-ATS
Vasta ristrutturazione per Sulzer, previsti tagli

Confrontato con la crisi del coronavirus, il gruppo industriale zurighese Sulzer ha avviato un vasto programma di ristrutturazione, il cui impatto sull’organico e sui singoli paesi è però ancora tutto da determinare. Gli effettivi della società stanno però intanto già calando sensibilmente.

“Non possiamo fornire dettagli sui tagli di posti di lavoro pianificati a livello globale, in quanto siamo ancora in trattative con le parti sociali in vari stati”, ha affermato oggi il Ceo Greg Poux-Guillaume in una conferenza telefonica.

Il dirigente 50enne francese non ha voluto nemmeno rivelare quanti stabilimenti saranno chiusi e in quali paesi: il processo di determinazione dei siti per almeno una divisione Europa non è ancora concluso. Poux-Guillaume ha comunque fatto un esempio, citando un’unità del comparto Chemtech negli Stati Uniti, che sarà chiusa a beneficio di una struttura in Messico.

Informazioni riguardo alla contrazione del personale emergono però dai dati semestrali pubblicati oggi dall’azienda. Il 30 giugno Sulzer aveva 15’600 posti di lavoro, contro i 16’506 registrati il 31 dicembre. Nello spazio di sei mesi vi è stato quindi un calo del 5,5%.

Poux-Guillaume ha peraltro confermato informazioni diffuse ieri dal sindacato Unia, secondo cui in Svizzera saranno cancellati 55 impieghi nella divisione Chemtech. Il Ceo ha sottolineato comunque come questo non significhi che 55 persone perdano il lavoro: alcuni troveranno posto in un’altra unità Sulzer in Europa, altri in Svizzera, ha chiosato il manager con studi a Parigi e a Harvard (Usa).

Il gruppo aveva già annunciato in aprile misure strutturali, soprattutto per le attività nel comparto energia. Oggi è emerso che questi provvedimenti ridurranno i costi di 70 milioni all’anno, 10 dei quali già nel 2020. Legati a questa riorganizzazione sono oneri unici per 80 milioni di franchi, che verranno contabilizzati per la gran parte nell’esercizio corrente: 53 milioni sono già andati ad appesantire i conti del primo semestre, che sono stati resi noti oggi.

La società ha conseguito un utile netto di 15 milioni di franchi, il 76% in meno della prima parte del 2019. Il fatturato è sceso del 10% a 1,6 miliardi, mentre le nuove commesse si sono contratte del 5% a 1,8 miliardi.

Poux-Guillaume si è detto soddisfatto di queste cifre, tenuto conto delle circostanze. Al capitolo previsioni, il gruppo parla di un margine operativo a livello Ebita dell’8,5-9,0% per l’insieme dell’anno, contro il 10,0% del 2019. Nessuna stima concreta è giunta in relazione al fatturato: il presidente della direzione si è limitato a osservare che tradizionalmente i ricavi del secondo semestre superano del 10% quelli del primo.

Le novità odierne sono state bene accolte in borsa: nella prima ora di contrattazioni in titolo Sulzer guadagnava circa il 3%. Gli analisti hanno commentato infatti favorevolmente i conti, facendo presente che l’impatto del Covid-19 appare per il momento tutto sommato limitato.

Sulzer è attiva a livello mondiale nel comparto dell’ingegneria dei fluidi di ogni tipo: produce cioè pompe, turbine e dispositivi analoghi usati nei più svariati campi d’attività. L’azienda è stata fondata nel 1834 a Winterthur (ZH) da Johann Jacob Sulzer. Nei decenni seguenti si distinse per l’innovazione, non solo industriale: nel 1870 la società creò la prima scuola professionale aziendale della Svizzera e nel 1890 la prima commissione dei lavoratori del paese.

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