
La Posta ha registrato un risultato complessivamente migliore rispetto al 2021 nei primi sei mesi dell'anno: il gigante giallo ha realizzato un utile di 259 milioni di franchi, in rialzo di 12 milioni. Il fatturato è progredito di 104 milioni per attestarsi a 3'460 milioni di franchi, mentre il risultato operativo Ebit è cresciuto di 55 milioni raggiungendo quota 294 milioni di franchi, ha indicato in una nota odierna La Posta. Al momento si prevede un aumento dei costi di elettricità, gas e carburante, che potrebbero mettere a dura prova il settore della logistica.
Lettere in calo del 2,8%
Nella prima metà del 2022 la Posta ha recapitato 893,5 milioni di lettere, ossia il 2,8% in meno in confronto ai valori dello scorso anno, mentre nel comparto dei pacchi questa riduzione è stata più significativa e si è attestata addirittura al -5,1%, con 95,6 milioni di invii consegnati negli ultimi sei mesi, precisa La Posta. Ciò ha influito sul risultato operativo, che è stato di 229 milioni di franchi - 36 milioni in meno rispetto all'anno scorso.
Mercato dei pacchi perde slancio
Con la pandemia si era anche registrato un flusso maggiore del commercio online, che però ha subito una battuta d'arresto nello scorso semestre dopo la riapertura dei negozi a pieno regime e la revoca delle misure di contenimento. Nonostante il leggero calo, La Posta si attende un proseguimento in crescita. A partire dal primo gennaio 2023, l'ex regia federale sarà tuttavia costretta a trasferire una parte dei costi aggiuntivi riscuotendo un supplemento variabile per l'energia e un supplemento di rincaro sulle prestazioni del servizio pacchi per la clientela commerciale.
Netto aumento dei passeggeri per AutoPostale
Un settore in particolare ha registrato una crescita: il risultato operativo di Servizi di mobilità è aumentato di 5 milioni rispetto alla prima metà del 2021. Un aspetto particolarmente soddisfacente - rileva ancora la Posta - è che, rispetto ai primi sei mesi dell'anno scorso, AutoPostale ha registrato un incremento del numero di passeggeri pari al 20% per effetto dell'ampliamento dell'offerta e della ripresa della domanda.

