
Gli svizzeri hanno perso potere d'acquisto lo scorso anno. In base ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), i salari reali sono infatti diminuiti dello 0,4 % malgrado un aumento nominale del 2 %. I salari nominali sono in costante crescita dal 2005 (2005: +1,0%; 2006: +1,2%; 2007: +1,6%) e l'incremento del 2008 è il più elevato degli ultimi sette anni. L'inflazione però lo scorso anno ha toccato il 2,4 % facendo diminuire le retribuzioni reali. Gli svizzeri hanno perso potere d'acquisto lo scorso anno. In base ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), i salari reali sono infatti diminuiti dello 0,4 %malgrado un aumento nominale del 2 %. I salari nominali sono in costante crescita dal 2005 (2005: +1,0%; 2006: +1,2%; 2007: +1,6%) e l'incremento medio del 2008 è il più elevato degli ultimi sette anni grazie agli sviluppi postivi registrati nel 2007 nei settori secondario e terziario. Gli aumenti però variano a seconda dei rami di attività. Nel terziario la progressione dei salari nominali è stata del 2,1 % (2007:+1,7%, 2006: +1,2%) e nel secondario dell'1,8%. L'UST sottolinea che l'adeguamento negoziato nell'ambito dei principali contratti collettivi di lavoro (CCL), cui è assoggettato quasi mezzo milione di dipendenti, è stato dell'1,6 %. Gli aumenti più elevati sono quelli registati nelle società finanziarie e nei rami d'esportazione di prodotti e servizi: +2,4% nell'intermediazione finanziaria, +2,3% nelle assicurazioni, +2,1 % nell'industria chimica e +2 % nella fabbricazione di macchine, apparecchi meccanici e mezzi di trasporto. A livello interno, gli aumenti salariali più forti sono stati quelli concessi nel commercio all'ingrosso (+2,6%) e nella pubblica amministrazione (+2,5%). Seguono le poste e telecomunicazioni, il commercio e riparazioni di autoveicoli, l'istruzione e gli altri servizi pubblici sociali e personali (+2,2%) e le costruzioni (+2,0%). In fondo alla classifica, c'è la fabbricazione di prodotti minerari non metalliferi (+1,4%), i servizi ausiliari delle attività finanziarie e delle assicurazioni (+1,4%) e l'industria tessile, dell'abbigliamento e delle pellicce (+1,3%). Al momento delle trattative salariali per il 2008, l'adeguamento medio concesso dalle imprese risultava superiore al rincaro, allora stimato all'1,5 %, è lasciava ben sperare in un aumento del potere d'acquisto. L'esplosione dei prezzi dei prodotti petroliferi però ha fatto salire l'inflazione al 2,4 % determinando un calo dei salari reali dello 0,4 %. Mediamente, dal 2004 al 2008 i salari reali sono migliorati dello 0,1 % l'anno con notevoli differenze settoriali. Nel secondario vi è stata una stagnazione: gli incrementi reali sono compresi fra -0,4 % dell'industria della carta, dell'editoria e della stampa e +0,1 % dell'industria tessile, dell'abbigliamento e delle pellicce. Fa eccezione solo l'industria chimica con un aumento dello 0,8 %. Nello stesso periodo, nel terziario gli stipendi reali sono progrediti dello 0,2 % l'anno. Gli aumenti maggiori sono stati registrati nei rami dell'intermediazione finanziaria (+0,5%), delle poste e telecomunicazioni (+0,4%) e nelle attività immobiliari, noleggio e informatica (+0,3 %). Nei trasporti terrestri e nel settore alberghiero e della ristorazione i salari reali sono invece calati rispettivamente dello 0,2 e dello 0,1 %. ATS
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