
La recessione allenta la morsa, con l'economia che molto probabilmente tornerà a crescere nella seconda parte dell'anno: pur non essendo ancora alle spalle, la fine della crisi è vicina con un pil - prevede l'ex presidente della Fed Alan Greenspan - che già nel terzo trimestre potrebbe salire del 2,5%. Per una "piena ripresa - ammette il presidente americano Barack Obama - ci vorranno "ancora mesi". E nuovi interventi - sostiene il segretario al Tesoro Timothy Geithner - potrebbero essere necessari. Unico neo in un quadro in via di miglioramento è la disoccupazione, che gli analisti stimano raggiungerà il 9,6% in luglio, ai massimi di 26 anni. "Il picco di disoccupazione potrebbe aversi - afferma Geithner - nella seconda parte del 2010", anche se per gli osservatori il numero dei posti di lavoro persi continuerà a rallentare. In luglio dovrebbe attestarsi a 327.000. A complicare il quadro il fatto che nei prossimi mesi 1,5 milioni di disoccupati esauriranno il periodo in cui possono godere dei sussidi alla disoccupazione, rappresentando così una nuova minaccia per il mercato immobiliare e i consumi. Il periodo durante il quale è possibile usufruire dei sussidi è, in quasi la metà degli Stati americani, di 79 settimane, il più lungo da quando il programma fu creato nel 1930. Per evitare che la perdita dei sussidi indebolisca ulteriormente i consumi, metta in ginocchio le famiglie e minacci l'economia, il Congresso e l'amministrazione si preparano a lavorare a un'ulteriore estensione del programma. Ci sono "segnali che l'economia americana sta iniziando a migliorare ma ulteriori azioni per cementare la ripresa potrebbero essere necessarie" spiega Geithner all'emittente televisiva Abc intervenendo al programma 'This week with George Stephanopoulos', al quale ha partecipato anche Greenspan, da molti considerato uno dei principali. Per una ripresa economica sostenuta è necessario che gli Stati Uniti riducano il proprio deficit, attualmente superiore ai 1.000 miliardi di dollari: "Quando si verificherà una ripresa trainata dal settore privato, dovremo ridurre il deficit in modo significativo e questo richiederà scelte difficili", spiega Geithner, lasciando la porta aperta a eventuali aumenti delle tasse. L'economia statunitense ha "già toccato il fondo" e anche se la recessione non è ancora del tutto finita, la sua fine è vicina: il sistema finanziario - osserva Greenspan - è significativamente migliorato e l'ipotesi di un suo collasso "non è più sul tavolo". La "fiducia sta tornando", aggiunge evidenziando come il successo del piano della rottamazione è un segnale in questo senso: "nel breve termine sono ottimista ma con alcune riserve", sottolinea Greenspan che non escludendo un pil in crescita del 2,5% nel terzo trimestre, osserva come la stabilizzazione del mercato immobiliare "é temporanea" e questo potrebbe significare una nuova ondata di crisi. Inoltre - precisa - la disoccupazione continuerà ad aumentare anche se il numero dei posti di lavoro persi rallenterà. "E' molto, molto probabile" che l'economia statunitense - aggiunge Lawarence Summers, advisor economico della Casa Bianca - torni a crescere nella seconda parte dell'anno. ATS
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