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Economia
USA: segnali vitalita' mercato immobili, su vendite
Redazione
17 anni fa

Segni di vita dal mercato immobiliare statunitense, al centro della crisi che ha messo in ginocchio l'economia mondiale: in modo inaspettato le vendite di case esistenti a giugno sono salite del 3,8% con la complicità del basso livello dei prezzi e dei tassi di interesse. Indicazioni positive anche sul fronte della disoccupazione, con le richieste di sussidi aumentate, ma meno delle attese. Segnali positivi che si vanno ad aggiungere al balzo del superindice economico, che in giungo (+0,7%) ha segnato per la prima volta dal 2004 il terzo rialzo mensile consecutivo, completando un quadro che sembra indicare che l'Azienda America si muove verso una ripresa economica. Che la situazione sia "migliorata" lo ha ammesso anche il presidente della Fed, Ben Bernanke, osservando comunque come l'economia resta ancora fragile per attuare l'exit strategy che la Fed ha preparato. Lo scorso mese le vendite di case esistenti sono salite del 3,6% a 4,89 milioni di unità rispetto ai 4,72 milioni di maggio (-0,2% rispetto a giugno 2008): gli analisti si attendevano un rialzo più modesto e pari all'1,5% a 4,84 milioni. In base ai dati diffusi dalla National Association of Realtors, a spingere le vendite sono stati i prezzi bassi: il prezzo medio, infatti, é sceso, rispetto a giugno 2008, del 15,4% a 181.800 dollari. Secondo i dati elaborati da Freddie Mac il tasso medio sui mutui a 30 anni in giugno à salito al 5,42% dal 4,86%. "La stretta del credito e l'aumento della disoccupazione stanno rallentando le vendite", spiegano gli osservatori, evidenziando come il numero elevato delle case in vendita è un altro fattore che deprime i prezzi. A livello regionale le vendite di case esistenti sono aumentate in giugno del 2,5% nel nord est degli Usa, del 4,0% nel Sud e dello 0,9% nel Midwest. Le richieste di sussidio alla disoccupazione - ha comunicato il Dipartimento del Lavoro - la scorsa settimana sono aumentate di 30.000 unità a 554.000, una cifra inferiore alle attese degli analisti e che fa calare la media delle ultime quattro settimane a 566.000 (-19.000), cioé al livello più basso dal 24 gennaio. Un buon segnale quindi, secondo gli analisti. Bernanke ha più volte ribadito che la disoccupazione è il problema più "pressante" e che è destinata a mantenersi su livelli elevati sia nel 2010 sia nel 2011. ATS

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