
Ottantamila posti di lavoro persi solo a marzo. Disoccupazione al 5,1%, il livello più alto dal settembre 2005. L'economia statunitense potrebbe già essere in recessione: "Sono dati estremamente deboli che pongono lo storicamente solido mercato del lavoro in territorio di recessione", spiega David Aster, analista di Greenwich Capital. "Crediamo che l'economia americana sia già in recessione, un'ipotesi che stamani è stata rafforzata dai dati sul lavoro", sottolineano analisti di Goldman Sachs, mettendo in evidenza come il presidente della Fed, Ben Bernanke, abbia presentato un quadro il più vicino possibile alla recessione. "Questi numeri evidenziano come la debolezza economica è un problema veramente serio. E questo potrebbe avere effetti" negativi, sottolinea invece Jim Caron di Morgan Stanley, non escludendo la possibilità di nuove turbolenze sul mercato. L'unica nota positiva che viene dal report del dipartimento del Lavoro è che i posti di lavoro persi si concentrano soprattutto nei settori di attività economica strettamente legati al recente rallentamento dell'economia, cioé il manifatturiero e quello delle costruzioni, ad indicare che la crisi non ha per il momento colpito altri comparti. A questo punto "le possibilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed crescono. Continuiamo ad attenderci che i Fed fund saranno all'1% a giugno", aggiungono altri analisti di Ing. Dopo la diffusione dei dati sul lavoro, l'andamento dei futures ha segnalato infatti un aumento delle possibilità che la Fed tagli il costo del denaro di un altro mezzo punto percentuale il 30 aprile prossimo. ATS
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