
Il Congresso invia alla firma del presidente Barack Obama la riforma dell'industria delle carte di credito. La Camera, con 361 voti a favore e 64 contrari, ha dato il via libera al testo già approvato dal Senato che mette fine agli abusi perpetrati finora dalle società emittenti e dalle banche. Obama dovrebbe firmare il provvedimento, trasformandolo in legge, nei prossimi giorni. Si tratta di una riforma "più negativa che positiva" e che - commenta l'amministratore delegato di American Express Kenneth I. Chenault - rischia di bloccare l'accesso al credito per molti americani. "Il presidente ritiene fondamentale proteggere i consumatori e ha spinto per questa riforma", spiega il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs. "Molti americani dipendono dalle carte di credito e oggi si sono assicurati un'importante vittoria che li proteggerà dalle pratiche finora utilizzate dalle società del settore", afferma il presidente della commissione bancaria Christopher Dodd. Alcuni dei cambiamenti previsti nel provvedimento, quali la notifica con 45 giorni di anticipo su eventuali ritocchi dei tassi da parte delle società, sono già inseriti nelle nuove regole della Fed che entreranno in vigore nel luglio 2010. Ma il Congresso si è spinto avanti, ponendo paletti per le commissioni e la pratiche sui tassi di interesse ai quali le società emittenti e le banche avranno nove mesi per adeguarsi. In particolare la riforma prevede che coloro che hanno meno di 21 anni per ottenere una carta di credito debbano prima fornire prove sul fatto che siano in grado di pagare oppure dimostrare che i genitori siano disposti a garantire il loro debito in caso di default. Inoltre vengono aboliti gli aumenti retroattivi sui tassi: le società potranno farlo solo se il cliente è in ritardo sul pagamento di 60 giorni. Una volta regolarizzata la sua posizione e onorati in modo tempestivo i pagamenti per sei mesi consecutivi, il cliente può poi richiedere di tornare ai tassi che gli erano precedentemente applicati. Le nuove regole - spiega il presidente e amministratore delegato dell'American Banker Association, Edward Yingling - limitano la capacità delle società di regolare i tassi in base alla rischiosità dei clienti. Finora infatti - aggiunge - tassi più elevati sono applicati ai clienti a rischio, mentre coloro che pagano in tempo i loro conti godono di tassi più bassi. Inoltre la conseguenza sarà "un minor credito disponibile, il che significa che consumatori e piccole aziende non saranno in grado di ottenere carte di credito. Questo - prosegue Yilling - penalizzerà soprattutto i più giovani e le start up". ATS
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