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Economia
USA: Obama contro paradisi fisco e evasori, stretta norme
Redazione
17 anni fa

Barack Obama, all'attacco di paradisi fiscali ed evasori, annuncia norme più stringenti, attuate anche grazie a un rafforzamento del numero dei controllori. Obiettivo: interrompere le pratiche "illegali" che consentono ad alcune imprese e a ricchi americani di evadere il fisco utilizzando "scorciatoie perfettamente legali contenute in un codice delle imposte scritto da lobbysti per tutelare interessi particolari".° Le nuove norme, che anche se approvate dal Congresso non entreranno in vigore prima del 2011, faranno risparmiare al governo 210 miliardi di dollari, da utilizzare - spiega il presidente americano - per ridurre il deficit, alleggerire il carico fiscale sulle famiglie di lavoratori e concedere agevolazioni alle imprese che creano innovazione e occupazione in America. Un annuncio, quello di Obama, che arriva mentre è in corso da mesi un contenzioso fra la giustizia americane e la banca svizzera UBS: oggetto del braccio di ferro, i nomi degli americani che hanno evaso le tasse attraverso i paradisi fiscali. L'intervento punta a "ristabilire equilibrio e giustizia nel codice delle imposte. Ci vorrà del tempo per riparare i danni causati da norme introdotte dalle lobby, ma con le misure che annunciamo oggi iniziamo a lottare contro gli americani che violano le leggi o le interpretano a loro convenienza", ha spiegato Obama. Le misure presentate prevedono il blocco della pratica che consente alle aziende, soprattutto multinazionali, di nascondere all'Internal Revenues Service (IRS) il ruolo giocato dalle controllate estere nel far defluire gli utili verso giurisdizioni aregime fiscale particolarmente favorevole. Dall'abolizione di tale pratica il governo stima di far rientrare nelle casse dello stato circa 95,2 miliardi di dollari in 10 anni. Obama dice stop anche ad alcune agevolazioni fiscali che favoriscono la creazione di lavoro all'estero: l'abolizione delle deduzioni si tradurrà, in dieci anni, in risparmi per 103,1 miliardi di dollari: di questi 74,5 miliardi potrebbero andare come "credito d'imposta permanente per investimenti in ricerca einnovazione negli USA". Per svolgere al meglio i propri compiti eaumentare i controlli, la squadra dell'IRS sarà potenziata con 800 assunzioni. "A nessun piace pagare le tasse, soprattutto in tempi di crisi. Ma la maggior parte degli americani rispetta gli obblighi. Molti cittadini e imprese adempiono ai loro obblighi ma ci sono altri che non lo fanno, aiutati da un codice delle imposte" non più adeguato, mette in evidenza Obama, affiancato dal segretario al Tesoro Timothy Geithner. "Diciamo basta ad agevolazioni indifendibili e alle scappatoie che consentono ad alcune società e ai cittadini abbienti di evadere le regole che osservano tutti gli altri americani", spiega Geithner, sottolineando come "sfortunatamente gli USA abbiano un codice fiscale che consente alle aziende che investono e creano occupazione, fuori dai confini, dei vantaggi competitivi". "In un'economia globale abbiamo bisogno di aziende americane in grado di competere, ma non forniremo più incentivi fiscali che creano svantaggi per l'innovazione e i lavoratori americani", aggiunge il segretario al Tesoro, evidenziando come "a Londra lo scorso mese il G20 si è detto d'accordo ad agire contro i paradisi fiscali. E, dall'inizio dell'anno, più di dieci Paesi si sono nuovamente impegnati ad adottare standard internazionali, inclusi la Svizzera e il Lussemburgo". ATS

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