
Il tasso d'inflazione negli Stati Uniti ad aprile è rimasto invariato su base mensile e la produzione industriale ha subito un calo inferiore alle attese, indicando che, probabilmente, il peggio della crisi è alle spalle. Dopo il -0,1% di marzo, i prezzi al consumo negli Usa sono rimasti fermi ad aprile, come era stato previsto. Per quanto riguarda la produzione industriale, ad aprile si è registrato un ribasso mensile dello 0,5%, dopo il -1,7% di marzo. Il dato è migliore delle stime che indicavano un calo dello 0,6%. Il calo dei prezzi si è avuto nel settore alimentare ed energetico, rispettivamente dello 0,2% e del 2,4%, mentre contemporaneamente si è visto un rialzo nel settore sanitario, automobilistico e soprattutto dei tabacchi, in quest' ultimo caso a causa di un cospicuo aumento delle imposte federali, spiegano gli economisti. L'indice 'core', al netto delle componenti alimentare ed energia, è però salito dello 0,3%, più del previsto +0,1%, dopo l'aumento dello 0,2% di marzo. Su base annua, l'indice generale dei prezzi al consumo ha segnato un calo dello 0,7%, dopo il -0,4% precedente, il ribasso maggiore da giugno 1955. L'indice 'core' invece ha registrato un rialzo dell'1,9% dopo il +1,8% del mese prima. Il calo dei prezzi negli Usa divide gli economisti. Per alcuni ci potrebbe essere un rischio deflazione, secondo altri non c'é da preoccuparsi perché la Federal Reserve ha adottato una politica aggressiva per fronteggiare la crisi economica che sta attraversando il Paese. Il dato sulla produzione rappresenta il calo più basso della produzione industriale da sei mesi a questa parte, suggerendo una possibile stabilizzazione del comparto manifatturiero. Dalle statistiche emerge una accelerazione della produzione nel settore auto con un +1,4% dopo il +0,3% segnato a marzo. Se si esclude l'industria automobilistica l'indice della produzione industriale risulta in calo dello 0,4%. Infine, anche la fiducia degli americani sembra che stia migliorando. L'indice, calcolato da Reuters e dall'Università del Michigan, a maggio è salito a 67,9 in base alla lettura preliminare da 65,1 di aprile. Il dato è migliore delle previsioni degli economisti che indicavano un rialzo dell'indice a quota 67. ATS
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