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Economia
Usa: al palo acquisto titoli tossici a 1 anno piano Tarp
Redazione
17 anni fa

Il piano salva-banche da 700 miliardi di dollari targato Henry Paulson compie un anno. E l'obiettivo principale che si era prefissato, il riacquisto di titoli tossici, non è ancora iniziato: a 12 mesi di distanza e nonostante il cambio di amministrazione e l'arrivo di Timothy Geithner alla guida del Dipartimento del Tesoro americano, nessun titolo tossico è stato ancora rimosso dai bilanci delle banche. I primi acquisti partiranno nelle prossime settimane, probabilmente in ottobre ma seguendo uno schema completamente diverso da quello originario. L'ondata di panico innescata dal fallimento di Lehman Brothers aveva spinto, un anno fa, l'allora segretario al Tesoro Paulson a pensare a una soluzione estrema per stabilizzare il mercato, il primo massiccio intervento del governo americano sull'intero sistema finanziario. Per pulire i bilanci delle banche ed evitare nuovi crac, l'amministrazione Bush aveva pensato all'istituzione di un fondo per raccogliere tutti i titoli spazzatura ispirandosi alle misure adottate negli anni '80 per far fronte alla crisi delle casse di risparmio. Il piano prevedeva ad esempio la Resolution Trust Corporation (RTC), fondo governativo che fra il 1989 e il 1995 si era fatto carico dei titoli finanziari che nessuno piu' voleva e che avevano innescato la crisi delle casse di risparmio. L'idea di un intervento di tale portata sul mercato aveva spinto le Borse, che lo vedevano come una benedizione, la soluzione migliore di tutti i guai esistenti nel sistema. La crisi era infatti all'apice, il governo americano aveva accantonato il credo del libero mercato ed era intervenuta per salvare Fannie Mae, Freddie Mac e Aig. Una speranza, quella delle banche di liberarsi dei titoli tossici attraverso il piano Paulson, gelata poco dopo. Con un annuncio a sorpresa l'11 novembre 2008 l'allora segretario faceva marcia indietro e annunciava che la seconda tranche del piano da 700 miliardi, il Troubled Asset Relief Program (Tarp), si sarebbe concentrata in iniezioni dirette nel capitale delle banche così da facilitare l'accesso al credito da parte dei consumatori. Con le elezioni presidenziali e il cambio di amministrazione la patata bollente dei titoli tossici è finita a Geithner, ex presidente della Fed di New York, il braccio operativo della banca centrale americana. Il 10 febbraio scorso Geithner ha rilanciato l'idea del riacquisto degli asset tossici illustrando un piano basato sull'istituzione di un fondo pubblico-privato (Public-Private Investment Program) attraverso il quale effettuare gli acquisti, così da non addossare tutto il rischio derivate dai titoli spazzatura sulle sole spalle del governo e da stimolare concorrenza nel determinare il prezzo a cui acquistare gli asset. Un piano complesso dal valore fino a 1.000 miliardi di dollari e che prevede due meccanismi, uno per l'acquisto di prestiti e l'altro per l'acquisto di titoli legati al settore immobiliare. I Il piano decollerà finalmente, dopo mesi di messa a punto, fra la fine di settembre e ottobre, anche con i fondi restituiti da alcune banche nell'ambito del Tarp. Nei prossimi 18 mesi il Tesoro stima di recuperare 50 miliardi di dollari dalle banche che hanno ottenuto aiuti pubblici, con conseguenti guadagni anche per i contribuenti: finora le banche hanno restituito oltre 70 miliardi di dollari dei fondi ricevuti dal governo, con un ritorno per i contribuenti del 17%. ATS

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