
L'economia americana nel mese di gennaio ha creato 157'000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è stato rivisto al rialzo al 7,9%. Lo comunica il Dipartimento del Lavoro. Dai dati emerge dunque una frenata più brusca del previsto nella creazione di nuovi posti di lavoro. A dicembre erano stati 196'000 e gli analisti si aspettavano per gennaio almeno 180'000 posti, con un calo del tasso di disoccupazione al 7,7%. Ma così non è stato, e in questo inizio di 2013 i posti di lavoro persi sono stati più di quelli creati, col tasso di disoccupazione salito al 7,9% dal 7,8% di dicembre, il primo balzo in avanti dal mese di ottobre. A pesare sul dato di gennaio è il calo dei posti di lavoro nel settore dei trasporti e nel settore pubblico. La Casa Bianca ha commentato che "rimane molto da fare, ma i dati di oggi confermano che l'economia americana continua a riprendersi dalle ferite inflitte dalla peggiore crisi degli ultimi decenni". "Resta fondamentale - afferma in una nota Alan Krueger, consigliere economico della Casa Bianca - proseguire con tutte le politiche che servono a costruire un'economia che rafforzi la middle class e continuare sulla strada che ci sta portando fuori dalla profonda recessione iniziata nel dicembre del 2007". Per la Casa Bianca, quindi, i dati di oggi dicono che l'occupazione fa registrare il trentacinquesimo mese consecutivo di crescita dei posti di lavoro negli Stati Uniti, con 6,1 milioni di posti creati. Questi dati - aggiunge Krueger - "ci ricordano anche l'importanza di un'azione urgente da parte del Congresso, per garantire un bilancio sostenibile ma in maniera responsabile, equilibrando gli interventi sulle entrate e quelli sulle spese". ATS
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