
UPC Cablecom ha deciso di non più criptare i canali televisivi trasmessi in digitale. Ciò significa che dal prossimo primo gennaio, data di entrata in vigore della misura, non sarà più necessario avere un decoder (Set-Top-Box) supplementare. Dal prossimo anno, i 55 canali televisivi dell'offerta di base (incluso quelli in alta definizione) saranno infatti disponibili in "chiaro" con l'abbonamento di base. Chi dispone di un televisore moderno non sarà più costretto ad acquistare o noleggiare un decodificatore. Finora, l'operatore obbligava infatti i propri clienti a munirsi di speciali decoder - affittati a 4 franchi al mese - per poter visionare la propria offerta in digitale. Ciò aveva suscitato non pochi malumori tra gli utenti, anche perché altri operatori avevano deciso di non criptare il segnale. In una nota, UPC Cablecom precisa però che, "in accordo con Mister prezzi", il canone mensile per il collegamento via cavo sarà aumentato di 90 centesimi nel 2013 e di 60 nel 2014. Ai clienti sarà però offerta una connessione a 2 Mbit/sec ad internet senza spese aggiuntive. La questione decoder era approdata anche in parlamento: nel 2007 Simonetta Sommaruga (PS/BE), allora consigliera agli Stati, aveva inoltrato una mozione che chiedeva di legiferare per permettere agli utenti della televisione digitale di scegliere liberamente quale Set-Top-Box utilizzare per poter guardare i programmi. La proposta della bernese era poi stata bocciata nal 2011. Stando alle Camere, come anche al Consiglio federale, una modifica della legge sulla radio-tivù su questo aspetto era ritenuta inutile, visti gli sviluppi tecnologici che hanno condotto ad un ampliamento dell'offerta di programmi sul mercato (televisione su internet, Swisscom TV, ecc). ATS
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