Cerca e trova immobili
Economia
Unione imprenditori: inevitabili licenziamenti, niente concessioni
Redazione
17 anni fa

Non ci sono dubbi: l'attuale crisi economica comporterà inevitabilmente licenziamenti in Svizzera e il dialogo tra le parti sociali questo autunno si preannuncia difficile. Il padronato si oppone infatti a un completamento dell'arsenale legislativo come chiedono i sindacati: l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) non vuole saperne di un obbligo per i datori di lavoro di elaborare piani sociali, né di altre concessioni alla controparte. "Sono prevedibili altre soppressioni massicce di posti di lavoro nei prossimi mesi", ha avvertito il presidente dell'USI Rudolf Stämpfli in una conferenza stampa a Berna. A suo avviso, gli orari di lavoro ridotti non sono una panacea: le imprese elvetiche, alle prese con un notevole calo delle ordinazioni e del fatturato, non hanno altra scelta che ridurre gli effettivi. L'USI si oppone fermamente a nuove regolamentazioni legali: i contratti collettivi di lavoro (CCL) costituiscono a suo avviso una base sufficiente per la negoziazione di piani sociali in caso di licenziamenti su ampia scala. Il padronato respinge anche qualsiasi estensione dei diritti di consultazione dei salariati, come chiede l'Unione sindacale svizzera (USS). Gli imprenditori si scagliano anche contro le "rivendicazioni salariali schematiche" dell'USS, che esige per il 2010 aumenti mensili compresi tra gli 80 e i 120 franchi. "Incrementi salariali generalizzati" non entrano neppure in considerazione, ha detto Stämpfli: bisognerà valutare la questione settore per settore, anzi impresa per impresa. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata