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Economia
"Un terzo degli hotel potrebbe chiudere"
Redazione
11 anni fa
L'albergatore engadinese Kurt Baumgartner è pessimista, il franco forte sta mettendo in ginocchio il settore

"Credo che nei prossimi anni nei Grigioni, in Ticino e in Vallese circa un terzo degli hotel getteranno la spugna. Sarebbero diverse centinaia": è parecchio pessimista l'albergatore engadinese Kurt Baumgartner, intervistato dal domenicale "Schweiz am Sonntag". "Quasi tutti stanno ansimando a causa di questo franco forte", afferma Baumgartner, che possiede tre alberghi a Scuol e che il domenicale definisce "re degli hotel" della Bassa Engadina. Egli dice di basare le sue considerazioni su quanto appreso dai colleghi quale consigliere d'amministrazione dell'organizzazione turistica locale e membro del comitato dell'associazione degli albergatori cantonale. Nelle regioni di montagna il settore lavora attualmente al 30% circa: "è come se in un'azienda industriale le macchine funzionassero soltanto un giorno su tre", afferma Baumgartner. Un albergo, spiega, deve lavorare almeno al 50% per sopravvivere. Un terzo degli alberghi - sostiene Baumgartner - "pensa ancora soltanto mese per mese": "Questi hotel sono in forte pericolo. A molti di essi verdura e vino vengono ancora consegnati soltanto se pagano in contanti". Un altro terzo guadagna abbastanza per tirare avanti, ma non può investire come vorrebbe. Solo un terzo lavora con profitto. L'Oberland bernese se la cava meglio perché "ci sono più asiatici, aiuta contro il franco forte", mentre "noi dipendiamo dal mercato europeo", spiega ancora l'albergatore engadinese.

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