
L'Unione europea rilancia la proposta di una tassa mondiale sulle transazioni finanziarie e - nelle conclusioni del Consiglio europeo - "incoraggia" il Fondo monetario internazionale (FMI) a valutarne al più presto la fattibilità. Frena invece sull'immediata tassazione dei superbonus bancari, già annunciata in Francia e nel Regno Unito. E se da un lato il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown insistono per estendere in tutta Europa l'una tantum straordinaria sulle remunerazioni dei manager bancari, dall'altro la cancelliera tedesca Angela Merkel non la ritiene una questione "urgente", almeno per la Germania. Non si sbilancia né si schiera, invece, il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, pur tornando a puntare il dito su quella "cultura dei bonus" che indica come una delle cause della crisi finanziaria più grave del dopoguerra. I 27 leader dell'UE hanno invece dato il via libera alla possibilità di introdurre una tassa mondiale su tutte le transazioni finanziarie, non solo quelle monetarie, per trovare nuove risorse da destinare alle economie più colpite dalla crisi, soprattutto quelle dei paesi più poveri. "Il settore finanziario ha creato grandi problemi - ha detto il presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso - e ora i cittadini ne stanno pagando le conseguenze. Per questo è giusto che tale settore dia ora un contributo allo sviluppo dell'economia". Nelle conclusioni del Consiglio europeo, dunque, si incoraggia l'FMI non solo a valutare la possibilità di una tassa sulle transazioni finanziarie a livello mondiale, ma anche a considerare "una vasta gamma di opzioni" per garantire che i capitali accumulati in tempi di finanze stabili siano protetti dai rischi legati alle attività delle istituzioni. Dunque, "tariffe di assicurazione, fondi per la ristrutturazione di banche a rischio fallimento, accordi per interventi straordinari sul capitale". Tutto nello spirito affermato dal G20. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

