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Economia
Ue, produzione industriale sale dopo dieci mesi
Redazione
17 anni fa

Dopo dieci mesi consecutivi in caduta libera, la produzione industriale nella zona euro è tornata a salire in maggio: +0,5% contro il -1,4% di aprile, rende noto Eurostat. Il segno più non si vedeva dal luglio 2008. Anche per quel che riguarda l'intera Ue, che ha fatto registrare a maggio uno stentato +0,1%, che però potrebbe diventare il punto di svolta. Quello di una inversione di tendenza che prelude alla tanto attesa ripresa. Gli esperti, comunque, frenano. Se quello di oggi è un dato che fa ben sperare e che rafforza l'idea di un secondo semestre 2009 in cui la recessione si attenua rispetto ai primi mesi dell'anno, a Bruxelles la parola "ripresa" per adesso nessuno la vuol sentire. Viene giudicato "prematuro" intravederne i primi segnali. Piuttosto, la produzione industriale che risale in maggio si aggiunge a tutte quelle spie che ultimamente hanno acceso la speranza di una graduale stabilizzazione dell'attività economica, come il ritorno in terreno positivo della fiducia di imprese e consumatori, dopo mesi e mesi di crollo. Per ipotizzare una ripresa forte e duratura nel tempo, però, bisognerà innanzitutto aspettare un rimbalzo significativo degli ordini delle imprese: questo sì - spiegano gli esperti - sarà in grado di far ripartire in maniera decisa la produzione industriale. Ma per il momento su questo fronte il grado di incertezza resta molto elevato. I dati di Eurostat mostrano come la produzione industriale a maggio è tornata a salire in otto Paesi, tra cui la Germania (+3,7%) e la Francia (+2,6%). In undici Paesi è rimasto il segno meno, vedi la Spagna (-2,9%), mentre in Italia la produzione industriale a maggio è rimasta stabile rispetto ad aprile, quando era cresciuta dell'1,2%. Su base annuale, spiega poi Eurostat, a maggio la produzione industriale è calata del 17% nella zona euro e del 15,9% nell'Ue-27. A trainare il primo rialzo su base mensile dopo dieci mesi è stato soprattutto il settore dei beni di investimento, come macchine ed attrezzature (+1,2%). Ma positivi sono anche i dati relativi sia ai beni di consumo non durevoli (+0,8%) sia ai beni intermedi (+0,3%). Scesa invece la produzione di energia (-0,2%, ma in salita all'1,2% nell'Ue-27), così come la produzione dei beni di consumo durevoli (-2,9%), dunque elettrodomestici, computer, automobili. Segno quest'ultimo della tendenza di molte imprese a smaltire gli stock piuttosto che puntare in questa fase di bassa domanda su nuova produzione. ATS

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