
Non passa per ora la tassazione sulle banche in Europa, che decide invece, con un ampio consenso, di mandare avanti la riforma più complessiva del sistema bancario e quella di Basilea. In un vertice di Madrid i paesi europei riuniti nell'Eurogruppo e nell'Ecofin stoppano la proposta del commissario Michel Barnier e appoggiano le misure proposte dal Financial Stability Board (Fsb) di Mario Draghi che fa appello ai governi a non lasciarsi condizionare dall'industria bancaria e mandare avanti la riforma di Basilea 3. I governi, scandisce Draghi, "devono ascoltare le banche ma non devono desistere dall'obiettivo di un sistema finanziario con più capitale e meno debito", che sia "meno redditizio e quindi meno rischioso". Il governatore ripete un messaggio già lanciato più volte ma evidentemente non recepito dai banchieri che, attraverso dichiarazioni o studi, non mancano in misura quasi quotidiana di paventare i rischi dall'introduzione delle norme. Sia il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che il commissario europeo agli affari economici e monetari Olli Rehn invitano "alla prudenza" per gli effetti che questa potrebbe creare sugli istituti di credito, e in ultima analisi sui consumatori, non risolvendo peraltro i nodi sistemici all'origine della crisi. La ministra dell'economia spagnola Elena Salgado riconosce come "non c'è ancora un accordo" e che "bisogna lavorare molto", incerto è anche cosa questa tassa andrebbe a finanziare: se un fondo anticrisi o uno per rimborsare le casse pubbliche. ATS
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