
Arriva oggi il 'New Deal' della Commissione Ue, che mette in piedi un nuovo sistema di ricorsi collettivi a livello europeo per facilitare le azioni transfrontaliere contro le violazioni dei diritti dei consumatori e facilitare le compensazioni individuali. Si tratta di un sistema che, se da un lato ricorda quello delle 'class action' Usa, dall'altro è però molto diverso nella sostanza, in quanto, ha avvertito la commissaria Ue alla giustizia Vera Jourova, l'intenzione è "portare più giustizia ai consumatori, non più affari per gli avvocati". Chi inganna i consumatori dovrà infatti pagare un prezzo alto: sono previste multe sino al 4% del fatturato annuo delle società, inflitte dalle autorità nazionali. A portare avanti le azioni collettive potranno essere solo associazioni non a scopo di lucro, come quelle dei consumatori. Le nuove regole presentate dalla Commissione Ue hanno l'obiettivo di rafforzare il potere negoziale dei suoi consumatori di fronte alle violazioni, dotandosi per la prima volta di strumenti per intentare azioni collettive con multe che le autorità degli stati membri (tribunali e autorità garanti dei consumatori) potranno applicare arrivando sino al 4% del fatturato annuo nazionale dell'azienda. Le multe, a seconda della decisione degli stati membri, potranno però superare anche la soglia del 4%. Diventerà quindi più facile intentare cause transfrontaliere, in quanto diverse associazioni dei consumatori potranno unirsi per presentare una sola azione collettiva che copra i consumatori di più Paesi Ue. Nel caso di un nuovo scandalo simile al 'Dieselgate', quindi, le vittime di pratiche commerciali sleali saranno in grado di ottenere compensazioni in modo collettivo attraverso un'azione rappresentativa a livello Ue.
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