
La Svizzera deve accettare lo scambio di informazioni fiscali e metter fine al segreto bancario in questo ambito: lo ribadisce senza concessioni il comissario europeo alle finanze Laszlo Kovacs, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano romando "Le Temps". A suo avviso, la revisione della direttiva UE sulla questione concerne anche Berna. La revisione della direttiva sulla tassazione del reddito del risparmio, che Bruxelles intende accelerare, ha per obiettivo di estendere la lista di prodotti finanziari per cui vale l'obbligo di scambio di informazioni fiscali. Essa mira ad abolire la pratica che consente, in cambio di un prelevamento d'imposta alla fonte, di rimanere anonimi di fronte al fisco nel proprio paese, come permette la Svizzera. "Ogni reddito va tassato", sostiene Kovacs. Lo scambio completo di informazioni fiscali e l'abolizione del segreto bancario - aggiunge - permetteranno di evitare qualsiasi attività criminale. "Per attività criminale intendo sia l'evasione sia la frode fiscale", puntualizza. La Svizzera distingue invece fra le due e concede assistenza per la seconda ma non per la prima. L'OCSE non considera la Svizzera un paradiso fiscale alla stregua di Monaco e Liechtenstein. "Quanto a me, non faccio alcuna differenza", afferma Kovacs. ATS
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