
La Commissione europea ha avviato un'indagine per appurare se vi è stata intesa tra produttori di orologi di lusso i quali si sarebbero rifiutati di fornire pezzi di ricambio a riparatori indipendenti, infrangendo così le regola sulla concorrenza. Il numero uno mondiale del settore, la società biennese Swatch Group, è coinvolta e lo ha essa stessa confermato, dicendosi tuttavia fiduciosa sull'esito dell'indagine. Il fatto di aver avviato una procedura non significa che la Commissione dispone di elementi probanti che vi è stata infrazione, ma semplicemente che sta esaminando il caso in via prioritaria, ha precisato oggi la Commissione in un comunicato. L'indagine fa seguito a una denuncia, inoltrata nel 2004, dalla Confederazione europea delle associazioni di orologiai riparatori. Nel luglio 2008 la Commissione UE aveva respinto la denuncia per mancanza di interesse comunitario, ma nel dicembre 2010 la Corte di giustizia europea ha annullato tale decisione e si arriva all'attuale indagine. Anche in Svizzera Swatch Group è alle prese con identico problema. In giugno la Commissione della concorrenza (COMCO) ha fatto sapere di aver aperto un'inchiesta: si tratta di verificare se la decisione dell'impresa di non fornire più alla concorrenza determinati componenti orologieri da lei prodotti violi la legge sui cartelli. In sostanza: stabilire se il comportamento del gruppo di Bienne costituisca un abuso di posizione dominante. ATS
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