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Economia
UE-15: brusca frenata Pil 2008, rischio recessione
Redazione
18 anni fa

Pil di Eurolandia in caduta libera: nel 2008 - secondo le ultime previsioni della Commissione europea - crescerà solo dell'1,3%, esattamente la metà del 2007. Se tutto andrà bene, nella seconda metà dell'anno non si andrà oltre uno 0,0% nel terzo trimestre e uno 0,1% nel quarto. Ma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, non nasconde che il rischio vero è quello di una "recessione tecnica" della zona euro già da quest'anno. Più cauto il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, che però conferma "l'elevata incertezza" sul fronte delle prospettive economiche, a causa dell'imprevisto prolungarsi della crisi sui mercati finanziari e del prezzo del petrolio che - pur essendo tornato sotto i 100 dollari al barile - resta su livelli inusuali. Un'analisi, quella di Trichet, che non si discosta molto da quella del commissario europeo agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che parla di "un rallentamento dell'economia europea più brusco del previsto", e di "prospettive non buone" anche per l'inizio del 2009. Un quadro che i ministri finanziari dell'Ue - attesi venerdì e sabato a Nizza per la riunione informale dell'Ecofin - non potranno ignorare. A loro Almunia lancia un vero e proprio appello: servono risposte efficaci e credibili alla crisi, senza più perdere tempo. Perché "con i bei discorsi" - spiega -non si possono cambiare le cose. L'emergenza è reale, e i dati della Commissione parlano chiaro. Se l'Italia, con un Pil 2008 che Bruxelles ha tagliato allo 0,1%, si conferma fanalino di coda nel Vecchio Continente, le altre grandi d'Europa - pur continuando a crescere sopra l'1% - non se la passano meglio: secondo le previsioni, per Germania, Spagna e Regno Unito è prevista una fase di recessione tecnica (vale a dire due trimestri consecutivi col segno meno) già quest'anno. Berlino dovrebbe chiudere il 2008 all'1,8%, Madrid all'1,4%, Londra all'1,1%, Parigi all'1%. Tutte in forte calo (tranne la Germania) rispetto alle previsioni di quattro mesi fa. "Siamo di fronte a una situazione di inusuale incertezza in cui fare delle previsioni è molto difficile", ha spiegato Almunia, per il quale l'alta inflazione resta "la più grande minaccia" da contrastare. Perché se è vero che il picco sul fronte dei prezzi sembra essere stato raggiunto questa estate, "la volatilità resta alta, col rischio di forti cambiamenti, verso l'alto o verso il basso, in poco tempo". Fatto sta che la Commissione europea ha rivisto le stime dell'inflazione 2008 ulteriormente al rialzo: 3,6% in Eurolandia contro la precedente stima del 3,1%. A preoccupare il guardiano dei conti pubblici europei soprattutto il possibile innescarsi di spirali prezzi-salari che davvero porterebbero l'inflazione fuori controllo. ATS

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