
Tutti d'accordo nel giudicare positivamente la partenza di Peter Kurer, qualche dubbio invece sulla personalità del subentrante Kaspar Villiger: questo in sintesi l'orientamento dei partiti politici svizzeri dopo l'annuncio dell'avvicendamento che si sta profilando alla testa del Consiglio di amministrazione (Cda) di UBS. Democentristi e socialisti continuano in particolare a insistere affinché la Confederazione sia rappresentata in seno all'istituto. Villiger siede nel Cda per la banca, non per lo Stato, ha ricordato all'ATS il presidente del PS Christian Levrat. Si potrebbe sperare che l'ex consigliere federale sia in grado di tenere meglio conto delle sensibilità politiche, ma secondo Levrat c'è da dubitarne, considerato che è un tipico esponente del "clan radicale". Inoltre a 68 anni non può essere considerato l'uomo del cambiamento, tanto più che non è stato capace né di salvare Swissair, né di prevenire la situazione disastrosa di Swiss Re. Il PS - conclude il consigliere nazionale friburghese - spera che Villiger non affronti il problema del segreto bancario con gli schemi mentali degli anni '80 e '90. Il presidente dell'UDC Toni Brunner si dice molto sorpreso della nomina: a far discutere sono le competenze di Villiger a livello bancario e soprattutto le sue capacità a far fronte alle crisi. A questo proposito anche il consigliere nazionale sangallese, interrogato dalla radio DRS, ha citato l'esempio del grounding di Swissair. L'UDC vuole un presidente UBS in grado di mostrare fermezza nei negoziati con gli USA, ha aggiunto. Anche i democentristi ritengono che Villiger non sia da considerare un rappresentante dello Stato all'interno del Cda: la richiesta di un uomo del governo - non necessariamente di un consigliere federale - rimane perciò pendente, ha concluso Brunner. Non si cercava un nuovo ministro delle finanze, bensì un nuovo presidente dell'UBS, taglia corto da parte sua il presidente PPD Christophe Darbellay. Tutti i nomi finora avanzati nelle scorse settimane presentavano degli svantaggi. È vero che Villiger - ha detto Darbellay all'ATS - non ha brillato né nel dossier Swissair, né nella conduzione strategica di Swiss Re, ma è uno svizzero che ha la credibilità e la calma necessarie per il compito assegnatogli e può far capo a una vasta esperienza in materia economica, finanziaria e politica. Si tratta - insieme a Oswald Grübel - di una soluzione transitoria, ma si può sperare che riporti UBS in carreggiata. Per il presidente del PLR Fulvio Pelli quella di UBS è stata una "decisione intelligente". La banca a cercato di riavvicinarsi alla politica e alla popolazione, nonché ai valori che hanno fatto grande la Svizzera e che vengono incarnati da Villiger. L'ex ministro potrà ristabilire la fiducia nella banca e sarà di grande aiuto per risolvere con gli USA la vertenza sul segreto bancario, perché negli Stati Uniti Villiger è una personalità apprezzata, ha indicato Pelli all'ATS. ATS
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