
Dopo una maratona negoziale iniziata in giugno, Svizzera e Stati Uniti hanno firmato oggi a Washington l'accordo raggiunto la scorsa settimana nel contenzioso fiscale riguardante UBS. Gli USA rinunciano a misure unilaterali, mentre la Confederazione si impegna a trattare entro un anno una nuova domanda di assistenza amministrativa che riguarda circa 4'450 conti. Stando all'accordo, gli USA ritireranno la causa civile che mirava a ottenere l'identità di 52'000 titolari di conti UBS sospettati di reati fiscali. Gli USA rinunciano nel contempo ad adottare misure unilaterali volte all'acquisizione di informazioni in violazione dell'ordinamento giuridico e della sovranità della Svizzera. Inoltre, gli Stati Uniti s'impegnano a ritirare immediatamente l'istanza d'esecuzione pendente davanti al tribunale competente di Miami nel procedimento civile a carico di UBS e a non presentare altre istanze analoghe. Formalmente il procedimento resta comunque pendente: dal 31 dicembre verrà però archiviato per i conti non contemplati dalla nuova domanda di assistenza amministrativa. Per quelli nel mirino delle autorità fiscali statunitensi, l'archiviazione definitiva avverrà al più tardi tra 370 giorni o quando saranno stati comunicati i dati su almeno 10'000 conti nel quadro del programma di comunicazione volontaria. In cambio la Svizzera tratterà in tempi rapidi la nuova domanda di assistenza amministrativa, creando un'unità operativa speciale. Entro 90 giorni dalla ricezione della richiesta da parte delle autorità statunitensi, l'Amministrazione federale delle contribuzioni dovrà emanare le prime 500 decisioni. I casi rimanenti dovranno invece essere trattati entro un anno. Tutto questo avverrà anche se i nomi dei titolari dei conti non sono ancora noti alle autorità fiscali statunitensi al momento della richiesta di assistenza amministrativa. Stando alla Confederazione, ciò è compatibile con il diritto vigente e con le recenti decisioni del Tribunale amministrativo federale (TAF). "È una buona soluzione, ma anche l'unica possibile", ha detto davanti ai media a Berna la consigliera federale Evelyne-Widmer Schlumpf, sottolineando che l'intesa si basa sull'accordo di doppia imposizione vigente e risolve un conflitto che avrebbe potuto mettere a repentaglio le relazioni bilaterali e la piazza finanziaria elvetica. La ministra di giustizia non ha tuttavia nascosto che la procedura di assistenza amministrativa costituirà una "grossa sfida": è quindi possibile che non vengano rispettati i tempi previsti, anche se al proposito Widmer-Schlumpf si è detta fiduciosa. Secondo il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, la "più importante richiesta di assistenza amministrativa trattata dalla Svizzera" dovrebbe già essere inoltrata la prossima settimana. I titolari dei conti avranno comunque ancora la possibilità di inoltrare un ricorso al TAF, ha osservato Widmer-Schlumpf. "È ancora da vedere" - ha aggiunto in considerazione della separazione dei poteri - se i giudici interpreteranno l'accordo di doppia imposizione come noi". La base legale attuale prevede in particolare che possono essere oggetto di assistenza amministrativa non solo i casi di frode, ma anche quelli di infrazioni fiscali gravi, ossia in caso di sottrazione prolungata di importanti somme d'imposta, ha evidenziato Widmer-Schlumpf. UBS stima attualmente che i conti interessati dalla richiesta di assistenza amministrativa saranno circa 4'450. Su espressa volontà delle autorità statunitensi, i criteri alla base di tale cifra verranno però resi noti soltanto fra tre mesi, in modo da non ostacolare l'attuazione del programma di comunicazione spontanea. Per la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, l'accordo "di pace" è stato raggiunto dopo "trattative difficili" grazie "alle eccellenti relazioni bilaterali e ai buoni contatti della nostra diplomazia". È inoltre nell'interesse sia della sovranità della Svizzera, sia della piazza finanziaria elvetica, sia di UBS. Benché l'accordo sia fatto s
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