
È proseguito anche nel secondo trimestre l'andamento negativo dell'UBS, ma la situazione è migliorata. I conti si sono chiusi con una perdita netta di 1,402 miliardi di franchi, una cifra che rientra nella forchetta delle previsioni. Nei primi tre mesi dell'anno la banca aveva già registrato un rosso di quasi 2 miliardi. Non tenuto conto dei fattori straordinari, l'UBS ha conseguito un utile ante imposte di 971 milioni di franchi. Durante una conferenza telefonica, John Cryan, direttore delle finanze, ha riferito di "segnali molto incoraggianti". Sui risultati hanno pesato oneri da crediti propri per 1,2 miliardi di franchi. Si aggiungono 582 milioni per costi di ristrutturazione e 492 milioni a titolo di svalutazione del goodwill, in relazione all'annunciata vendita di UBS Pactual. La prevista riduzione dell'organico procede secondo i piani, afferma l'UBS. Con tale provvedimento l'istituto si aspetta una riduzione dei costi fino 4 miliardi di franchi entro il 2010. A fine giugno il numero degli effettivi era di 71'806, in calo di 4400. Come annunciato a metà aprile, il personale sarà ridotto a 67'500 unità l'anno prossimo. In Svizzera andranno persi 2500 impieghi. Nel 2008, l'UBS aveva registrato un rosso di 20,9 miliardi di franchi. La banca è stata ancora confrontata con un deflusso di fondi pari a 39,5 miliardi di franchi. Più in dettaglio, Wealth Management & Swiss Bank ha registrato uscite nette pari a 16,5 miliardi di franchi, Wealth Management America per 5,8 miliardi e Global Asset Management per 17,1 miliardi di franchi. A fine giugno i patrimoni in gestione ammontavano a 2250 miliardi di franchi, in aumento rispetto ai 2182 miliardi di fine marzo. Le condizioni dei mercati sono migliorate costantemente durante il secondo trimestre, con prezzi in aumento, grazie a una graduale ripresa di fiducia degli investitori, osserva la banca. L'attuale dinamica favorevole fornisce un buon contesto per il miglioramento nelle attività su titoli azionari e di investment banking, rileva l'UBS circa le prospettive. Complessivamente le aspettative "rimangono caute, in linea con le nostre previsioni di una ripresa economica tenuta a freno da una modesta creazione di credito e dalle debolezze strutturali evidenziate dai bilanci di consumatori e governi". I vertici ritengono che la posizione patrimoniale sia "solida" con un coefficiente patrimoniale Tier 1 pari al 13,2%. A fine del primo trimestre esso era al 10,5%. ATS
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