
I partiti politici svizzeri sono unanimi nel ritenere giustificate le sanzioni inflitte a UBS per la manipolazione del Libor. La sinistra punta ora il tiro sulle relazioni pericolose fra la banca e la FINMA. Per i partiti borghesi il sistema funziona e non c'è necessità di cambiare. Quanto successo "è uno scandalo di proporzioni storiche", secondo il presidente PLR Philipp Müller. Ritiene che i responsabili devono ora essere perseguiti penalmente e l'istituto deve imparare dai suoi errori. Anche il PPD auspica maggiori controlli interni nella banca, per evitare il ripetersi in futuro di eventi analoghi. PS e Verdi sono indignati per quanto successo e pretendono conseguenze: non però solo per UBS, bensì anche per l'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA). In un comunicato il PS chiede le dimissioni di Mark Branson, responsabile della divisione banche dell'organizzazione. L'esperto inglese nel 2008 era a capo di UBS Securities Japan, finita sotto inchiesta. I Verdi auspicano la creazione di una Commissione parlamentare d'inchiesta che faccia luce sul ruolo svolto nella vicenda dalla FINMA e dallo stesso Branson. Al riguardo però i partiti di destra non ci sentono. La FINMA ha svolto il ruolo che le è imposto dalla legge, ha spiegato Müller. Vi sono gli strumenti giuridici per punire le manipolazioni come quelle venute a galla. "Si tratta di applicare le leggi", ha tagliato corto il presidente liberale radicale. Anche l'UDC non vede la necessità di trarre conseguenze politiche. Le multe inflitte a UBS mostrano che il sistema funziona, ha sostenuto il segretario generale Martin Baltisser. ATS
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