
Altra giornata cruciale quella odierna per l'UBS: gli azionisti riuniti a Basilea sono chiamati ad approvare alcune misure e in particolare ad eleggere un nuovo presidente del consiglio di amministrazione (Cda). L'assemblea generale ordinaria si preannuncia movimentata. Peter Kurer, il candidato proposto dai vertici, non è appoggiato da tutti. Dopo la sua designazione, da più parti sono giunte critiche nei suoi confronti. Il direttore degli affari giuridici della banca, membro della direzione generale dal 2002, dovrebbe sostituire Marcel Ospel, che dopo le pressioni esercitate su di lui ha deciso di non ripresentarsi. In particolare la società di investimento Olivant, che fa capo a Luqman Arnold, ex Ceo dell'UBS, si è detta contraria alla elezione di Kurer. Arnold, fra l'altro, si oppone alla sua nomina poiché ritenuto "insider" e ha più volte invitato i vertici a trovare un nuovo presidente. Anche il fondo di previdenza Profond non voterà per il candidato prescelto. La crisi dei mutui subprime, che era stata al centro dell'assemblea generale straordinaria di febbraio, farà parlare di sé anche oggi. Colpita in pieno dal crollo dei titoli legati ai prestiti ipotecari americani ad alto rischio, che hanno provocato all'UBS dallo scorso autunno svalutazioni per 37 miliardi di dollari, la banca deve ricorrere di nuovo a un aumento del capitale per 15 miliardi di franchi, questa volta aperto a tutti gli azionisti. In febbraio l'aumento di 13 miliardi di franchi era stato riservato al GIC e a un investore anonimo del Medio Oriente. ATS
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