
UBS non ha ancora risolto tutti i problemi del passato: nel rapporto di gestione pubblicato oggi la prima banca elvetica indica che sono dodici le vertenze e i procedimenti ancora pendenti, per le quali sono stati costituiti sostanziali accantonamenti. UBS, cui sono stati contestati diversi comportamenti scorretti, calcola che negli ulteriori contenziosi giuridici verrà presa di mira in modo più duro rispetto alla concorrenza, senza contare che già oggi viene sottoposta a un'accresciuta sorveglianza. Nel 2013, come già reso noto lo scorso febbraio, sono stati costituiti accantonamenti per 1,62 miliardi di franchi (+190 milioni) per far fronte ai diversi dossier, tra cui quelli relativi al mercato delle divise, al mercato ipotecario americano, alla vicenda Madoff, al fallimento di Lehman Brothers, oppure ancora a eventuali violazioni commesse in Francia e Germania nelle attività di gestione patrimoniale transfrontaliera. Non risulta definitivamente archiviato nemmeno lo scandalo sul tasso interbancario Libor, vicenda per la quale UBS è stata condannata a pagare 1,4 miliardi alle autorità americane, britanniche e svizzere. L'accordo raggiunto con il dipartimento Usa della giustizia infatti non mette fine né alle inchieste di altre autorità di regolamentazione, né alle denunce sul piano civile. "L'ampiezza della nostra esposizione finanziaria su queste questioni in sospeso è molto difficile da stimare e potrebbe essere sostanziale", sottolinea la banca.
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