
UBS ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 1,03 miliardi di dollari, a fronte di 2,14 miliardi nello stesso periodo dell'anno scorso, che però era stato particolarmente solido. Lo ha comunicato oggi la grande banca. L'utile ante imposte nel 1° trimestre 2023 è stato di 1'495 milioni di dollari, in calo del 45% su base annua.
Gli accantonamenti netti per rischi di credito sono stati pari a 38 milioni di dollari, rispetto a 18 milioni di dollari nel 1° trimestre 2022. I ricavi totali sono diminuiti del 7% su base annua, mentre i costi operativi sono saliti del 9%, specialmente a causa degli accantonamenti summenzionati. Il rapporto costi/ricavi è stato dell’82,5%. L’utile netto attribuibile agli azionisti è ammontato a 1029 milioni di dollari (in calo del 52% su base annua), con un utile diluito per azione di 0.32 dollari.
Calo della redditività per creazione di riserve
La prima banca svizzera, sul punto di rilevare la concorrente Credit Suisse (CS), ha spiegato il calo della redditività in particolare con la creazione di nuove riserve per controversie legali negli Stati Uniti per 665 milioni e rettifiche di valore per rischio di credito per 38 milioni. Nel procedimento negli Usa per le perdite causate agli investitori attraverso i crediti ipotecari residenziali (residential mortgage-backed securities, RMBS) si sta delineando una soluzione: stando al presidente della direzione di UBS Sergio Ermotti, citato nel comunicato, le discussioni con il Dipartimento delle finanze "sono in uno stadio molto avanzato".

